Lezioni di ITALIANITA’: lettera aperta a Pier Luigi Celli

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images“Illustrissimo Pier Luigi Celli, io non so che vita lei abbia condotto finora e cosa si augura per noi, io non so dove abbia appreso il giusto e lo sbagliato, i parametri del bene e del male, se sia un classista o di larghe vedute, severo o dal polso morbido, se la sua ottica è stata assimilata solamente dal suo indiscutibilmente alto punto di vista o se si è mai calato in vari panni.

Io non so quale sia la sua visione di uno scopo della vita e se ne è mai stato incuriosito tanto da chiederselo.
Io non so se questo messaggio mai le arriverà, né se le potrà portare anche una piccola forma d’interesse sapere cosa pensa un chiunque.

Ma quel che posso dire è che il chiunque è molto vicino alla sua situazione; chi le scrive è figlio di una vecchia nobiltà che non avrà mai la possibilità di raggiungere.
Uno di quei giovani emigrati qualche tempo fa proprio per colpa di questi pesi ingiusti. Un risultato di una depressione evidente che, per rifiuto, ha tentato di conoscere con i suoi occhi buttandosi in un mondo più ampio, cibandosene in prima persona.

Partito con un biglietto sola andata, vissuto inizialmente in una casa coperta di scarafaggi lavorando come custode notturno, finito in un modesto attico tropicale campando di rendita con rampolli di un’internazionale borghesia perbenista.

Illustrissimo Pier Luigi Celli, nel mio migrare in porti di mare ho incontrato ragazzi da tutto il mondo: inglesi, spagnoli, francesi ed europei di ogni dove, americani, australiani, asiatici, africani, arabi.
Le assicuro che erano di ogni stirpe, classe e veduta. Le assicuro che ho tentato di capire ognuno di loro collocandoli poi in una visione più ampia.

Illustrissimo Pier Luigi Celli, le assicuro che per quanto nel mondo ci siano società diverse, culture diverse, quindi luoghi diversi, diversi pregi e difetti, l’Italia e gli italiani hanno davvero poco di concreto da invidiare al resto del mondo. Tanto che son tornato speranzoso.

Ci lamentiamo di una politica indubbiamente distante ma mi chiedo in quale parte del mondo non lo sia stabilmente, e comunque non è scappando che si potranno risolvere le problematiche. Le consiglio di scendere per strada o se non sa dove, dirigersi, partecipare ai nuovi salotti “on-line” dove troverà giovani che ogni giorno combattono per tentare di migliorare millimetro su millimetro ogni passo. Le consiglio di scrivere una lettera simile anche a loro.

Ci lamentiamo di una società sempre più ignorante, ma se parliamo di massa, mi chiedo in quale parte del mondo una buona parte non lo sia, e comunque non è scappando che si potranno risolvere le problematiche. Le consiglio di scendere per strada ed annusare l’orgoglio che ogni italiano porta in seno per vivere nel suo pezzetto di terra che per ogni centimetro è denso di storia secolare. Le consiglio di farsi portare da loro nei luoghi più interessanti, farsi raccontare una parte di quella storia, le chiedo di farsela scrivere e possibilmente mandarla per e-mail. Noterà che come massa ignorante ha sicuramente un livello notevole.

Ci lamentiamo di un’economia depressa ed instabile, senza futuro, ma mi chiedo in quale parte del mondo non lo sia, e comunque non è scappando che si potranno risolvere le problematiche. Le consiglio di aprire gli occhi e capire che siamo una nazione storicamente potente, con potenzialità infinite e risorse ampissime. Stiamo passando una crisi mondiale e ci stiamo nuotando dentro con difficoltà, ma è guardando le nuove prospettive che potranno migliorare le cose. Quelle nuove prospettive che solo le nuove reclute, con il loro fresco acume, sanno osservare, carpire e diffondere.

Ci lamentiamo della mafia, ed anche qui paradossalmente mi chiedo in quale parte del mondo non ci siano atteggiamenti mafiosi, e comunque non è scappando che si potranno risolvere le problematiche. Le consiglio di partecipare alle iniziative dei gruppi giovanili, di conoscere e documentarsi su ciò che fanno alcuni veri e propri angeli per diffondere notizie, informare o proteggere chi vive nella paura. Le consiglio di scrivere una lettera simile anche a loro.

Illustrissimo Pier Luigi Celli, lei chiede pubblicamente a suo figlio, e quindi a tutti noi, di prestare ascolto e prender per buoni i suoi consigli. Lei, con la sua autorità, sta chiedendo ad ognuno di noi di gettare nel fango secoli di storia, di mollare. Parliamo di un orgoglio nazionale al fronte di un potenziale, ma non di certo sicuro, successo economico. Siamo uomini o cavallette?

Illustrissimo Pier Luigi Celli, la storia di una nazione è costruita con il sacrificio di tutta la popolazione, una popolazione che deve essere fiera di appartenere ad una bandiera che vuol dire storia e costume ed impegno. Una realtà cupa come quella attuale, si può cambiare. Ma vede, lei, proprio proclamando i suoi errori di padre ed usando la sua posizione illustre, ne ha commesso uno nuovo.

Mi chiedo perché lamentarsi dei fallimenti di una generazione dirigenziale scaricando poi le frustrazioni su quella che sta tentando di reagire.
Perché non tentare di aiutarla con le armi che si hanno?
Perché, l’unica cura possibile per tutti noi, Illustrissimo Pier Luigi Celli, è un sincero e consapevole ottimismo. Un sostegno morale.

E’ un compito arduo, parlo per primo anche a me stesso, chi non se la sente è libero di fare ciò che vuole, ma almeno, Illustrissimo Pier Luigi Celli, possiate voi non remarci contro.

Fero – Comecostruirsiilfuturo.com

Samuele Landi, la povera vittima

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Entra in un blitz notturno con 15 persone che si spacciano per forze dell’ordine, che potremmo tranquillamente chiamare “scagnozzi”, sfonda porte, usa la forza, poi si lamenta che la giustizia italiana non difende i cittadini come lui. Questo è Samuele Landi, membro della

Io vorrei tranquillizzare Samuele Landi che la giustizia magari gli va contro, ma l’applicazione della giurisprudenza lo tutela. Abbiamo letto le parole di Landi, che definisce i lavoratori Agile (ex Eutelia) che occupano l’azienda perchè non percepiscono stipendio da mesi, “loschi figuri”.

Bene, i “loschi figuri”, attendono di sapere che fine ha fatto il loro TFR e i loro stipendi. Non scriviamo che Samuele Landi e’ un criminale che opera con la compiacenza di alcune istituzioni, ma ci riserviamo il diritto di pensarlo. E’ in preparazione l’articolo sulla storia di quest’uomo, la sua famiglia e migliaia di lavoratori.

Ah, un post scriptum: le foto che ritraggono Landi con la bandiera del pirata e il pugnale fra i denti, offendono la memoria di quei pirati che in realtà erano ribelli di un sistema che ripudiavano. Non lo cavalcavano, il sistema marcio, lo ripudiavano.

Ciancimino, il servo di Riina, parla ancora (ma non sta zitto mai?)

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Prima il bordello sul famoso papello arrivato in fotocopia a importanti redazioni. E’ stato detto di tutto, hanno parlato di tutto, senza dire niente. Aspettavamo chiarimenti nel momento in cui è stato depositato il papello originale, ma tutto tacque. Come se non fosse successo nulla. Che sia un falso l’hanno detto in tanti, abbiamo azzardato a confrontare la calligrafia, ed anche un bambino capirebbe che tra memoriale e papello ci sono due mani differenti. Poi è arrivato il video pizzino. Prima Riina chiede (le richieste dei mafiosi si sa, non sono richieste, ma ordini) di ascoltare Massimo Ciancimino, poi tutti obbedienti, si va ad ascoltare questo omuncolo, che si contraddice ogni due dichiarazioni fatte.

E stasera finalmente, durante il tg 5, per la prima volta a memoria d’uomo, le dichiarazioni di massimo ciancimino vengono prese molto con le pinze, e in redazione hanno chiesto anche una replica allo stesso capitano ultimo, di solito che ha inviato una lettera. La riportiamo integralmente. Chi segue il sito censurati.it e chi segue questo blog, presto avrà delle sorprese. Buona lettura ora con la lettera di Ultimo.

Le ultime dichiarazioni di Ciancimino sull’arresto di Riina sono l’ennesima aggressione di stampo mafioso che ciò che rimane dello schieramento corleonese lancia sulla verità dei fatti, allo scopo evidente di delegittimare fedeli servitori dello stato e legittimare Riina e lo stragismo mafioso. Sia chiaro a Riina e a Ciancimino che non ci faremo intimidire oggi così come non ci facemmo intimidire a Capaci e a via D’Amelio.

Onore a tutti i combattenti caduti per la mafia!

ultimo

 

riina