Il politico che ha paura del comico

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La puntata incriminata da Di Pietro

La puntata incriminata da Di Pietro

Senza andare troppo indietro nel tempo, in questi ultimi sei mesi abbiamo assistito a quattro casi limite che denunciano la deformazione della TV e l’uso che la politica ne fa e la cosa meravigliosa è l’assoluta universalità del fenomeno. Sto parlando delle lamentele pubbliche, sfociate in una richiesta di richiamo disciplinare in un caso e per fortuna non accolto, nei confronti dei comici Maurizio Crozza e Luciana Littizzetto per aver parlato rispettivamente di Di Pietro e del suo affair immobiliare e delle liste Monti il primo, del ritorno di Berlusconi la seconda.

Qual’è il problema? Che, come diceva Celestini nel suo sketch, tra una risata e l’altra si racconti la verità?

Partiamo con Di Pietro, sinistra, il primo in ordine cronologico. Crozza riportò il 03/11/2012, tra una frase comica e l’altra l’inchiesta di Report sulle case comprate con i soldi IDV (celebre la frase “Di Pietro doveva cambiare il Paese, ha cambiato le case!). Nei giorni seguenti Di Pietro sentì addirittura il bisogno di convocare una conferenza stampa dove attestava che “quello condotto da Crozza, in buona fede, era killeraggio mediatico”. Non importa se il Bilancio IDV fosse più segreto dell’elenco membri della P2 e che nessuno sapesse che fine facessero i rimborsi elettorali, l’operazione era chiaramente di Killeraggio (?!) mediatico.

Andando avanti, arriviamo al 10/12/2012. Luciana Littizzetto, durante “Che tempo che fa” si trova a parlare della ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi e dopo un lungo preludio arriva alla fatidica frase “ma non avete, non dico pudore che è un sentimento antico, ma una pragmatica sensazione di aver rotto il *****?”, accolta dal pubblico con un boato.  Apriti Cielo! Antonio Verro, consigliere di CDA Rai nonchè Pidiellino presenta un esposto in Rai per fermare questi “predicatori volgari che usano lo spazio concesso per predicare e che di satira non hanno niente”, arrivando addirittura a proporre lo spostamento del Festival di Sanremo, condotto proprio da Fazio e Littizzetto, dopo la data delle elezioni. Ora, chi segue la Littizzetto sa che di predicatrice ha poco. E’ una cittadina dotata di senso civico e che usa il suo spazio per commentare gli eventi della settimana. Che le si contesti una frase che persino quelli del PDL pensavano, tanto da essersi staccati ed aver fondato il partito “Fratelli d’Italia”, beh, questa è cronaca.

Scorrendo nelle pagine arriviamo a domenica 27/01/2013 e a lamentarsi tocca al centro. Maurizio Crozza, durante lo show “Il paese delle meraviglie”, esordisce sulla lista Monti “il più povero dei suoi possiede la Kamchatka”. La reazione di Monti arriva pochi minuti dopo la fine dello show, durante lo show “ZETA” di Lerner: “Crozza mi piace moltissimo anche quando non imita Bersani, che rimane comunque il suo pezzo più bello, ma se ha detto questo è una buffonata, di solito è più sottile, mi spiace che sia così pateticamente disinformato su questo argomento”.

Crozza si riferiva alla presenza nelle liste di Emma Marcegaglia, Elsa Fornero, Lorenzo Dellai, Luca Cordero di Montezemolo, Paolo Vitelli «che è il re degli yacht», Ilaria Borletti Buitoni, e Lidia Rota Vender e la “patetica disinformazione” di Crozza sta nell’aver detto: «Questi hanno un doppio cognome e un doppio patrimonio, basterebbe mettere una tassa direttamente su di loro e i problemi sarebbero risolti. È gente che non ha mai preso un tram, piuttosto li costruiscono, che non resta bloccata nel traffico, che non va al pronto soccorso, che non ti passa davanti alla Posta, magari le privatizza». E ancora: «I loro figli studiano all’estero ma poi il posto glielo trovano qui in Italia, sono il contrario degli emigranti». L’errore sta nel non aver informato l’Italia della presenza di persone “normali” nella sua lista. Ma, primo, Crozza non è un Tg, non deve informare. Crozza fa una caricatura, che di per sè è il sottolineare gli aspetti più evidenti di una persona, e nel partito di Monti il tratto evidente è la presenza di questi Signori. Ci saranno sicuramente poi i poveri Cristi, ma…quanta voce in capitolo avranno davanti a persone come queste?

Al di fuori delle liste, neppure la Chiesa dorme sonni tranquilli con la satira italiana, tanto che un’associazioni di telespettatori cattolici (l’Aire) ha presentato un esposto per vilipendio alla religione a Corrado Guzzanti, riferendosi ad uno spettacolo del 2010 riproposto da la7, per aver detto che “contro la legge 194 bastava “piazzare obiettori di coscienza ovunque e a loro si fa fa’ carriera, agli altri no”. L’affermazione, che può divertire o no, è supportata da indagini del Ministero della Sanità che hanno evidenziato regioni italiane con addirittura il 100% dei medici obiettori di coscienza.

Arrivando al punto: di che cosa avete paura? Cos’è che vi terrorizza nelle parole di liberi cittadini che espongono la propria opionione tra una risata e l’altra in TV?  Pensate che noi italiani siamo davvero un popolo di deficienti e che senza sentirle dalla bocca di un comico queste cose non le sappiamo?

Devo sentirlo dire da Crozza che Monti sostiene i ricchi, tanto che in un anno ha affossato i buoni propositi di patrimoniale e IMU alla Chiesa in favore della legge Fornero, che tartassa la gente comune? Devo vedere Guzzanti per sapere che se una ragazza vuole la pillola del giorno dopo non la troverà ma troverà una squadra di medici pronta a spiegarle come funziona il non riconoscimento del bambino? Dobbiamo saperlo dalla Littizzetto che dopo 20anni Berlusconi ha rotto il c***** e c’è bisogno di gente giovane e nuova per il paese affossato? O me lo deve dire Crozza che di Pietro ha intestato un estensione di terreni e case che potrebbero fare Provincia?

Una cosa è certa: continuate così. Continuate a replicare ai comici, presentate esposti, puniteli. Continuate a far vedere il Vostro vero volto, quello che pensa di aver a che fare con 60milioni di pecore, quello che insulta l’italiano, quello che è convinto che sia tutto smentibile, che si possa cambiare versione ogni due minuti “perchè tanto quelli mica si ricordano”. Continuate, perchè è l’unica prova inconfutabile che abbiamo per poter dimostrate cosa pensate del popolo elettore. Senza che voi possiate, come siete soliti fare, rigirare la frittata.

 

 

Ingroia, il caso Andolina e quello che pensiamo noi.

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Ingroia in collegamente da Miami mentre era in Guatemala

Ingroia in collegamente da Miami mentre era in Guatemala

Il Fatto Quotidiano (e quindi non noi poveracci, ma il giornale più vicino a Ingroia per eccellenza) fa un articolo sull’impresentabile uomo di Rivoluzione Civile. Lo fa parlando di GRANA DELL’IMPRESENTABILE. Citiamo l’occhiello “In lista un medico indagato per associazione per delinquere finalizzata alla somministrazione di medicinali guasti e pericolosi per la salute pubblica e la truffa. Ma desso è troppo tardi e l’ex pm non può più escluderlo dalla lista”.  Ora c’è una spaccatura. Si legge il virgolettato del gip secondo cui le cure si tenevano in uno scantinato abusivo di proprietà di due ucraini, e su altri giornali, le prima ovazioni all’uomo martire che in realtà combatte le industrie farmaceutiche e cura i bisognosi.

Bene, a noi non interessa nè l’ipotesi di reato, nè quella di martirio, perchè anche noi siamo stati indagati, processati per cinque anni, e assolti con formula piena per non aver commesso il reato contestato. La cosa invece che più ci fa schifo, di CUOR DI LEONE Ingroia, è stata la successione dei fatti partendo dalle accuse a Grillo.

Ingry, accusa Grillo di aver fatto liste elettorali ad cazzum senza sapere nulla dei suoi candidati. Mica come lui, il supereroe dell’antimafia! Lui si, che sa tutto meglio, conosce tutti. Ogni tanto qualche burlone fa i manifesti elettorali senza diritti d’autore, ma A SUA INSAPUTA, oppure mette tra i sostenitori DON GALLO, sempre A SUA INSAPUTA (un po’ come il vizietto di farsi ristrutturare le case dal mafioso, non sapendo che era mafioso). Insomma, a quest’uomo capita tutto a sua insaputa, ma sa sempre tutto più degli altri e meglio.

Ora, appena uscita la notizia del caso Andolina, che ha fatto il prode paladino di se stesso? Dichiara: “io non c’entro niente, è tutta colpa di rifondazione comunista, io manco lo conosco” (non è il virgolettato preciso, ma l’abbiamo riassunto concettualmente). Praticamente appena ha scoperto che uno dei suoi (no, non Di Pietro, che ha un passato che meglio non dire, per pudore), ma un medico, uno di quelli tipo Di Bella, di quelli che probabilmente non è colpevole di nulla, è solo indagato, Ingry che fa? Lo butta in pasto ai cani, crepi da solo, non infogni pure lui che c’ha messo anni per fare la parte dell’onesto.

Ora, cambio stile, e parliamo non più di censurati, che è impersonale. Parlo per me che scrivo: se qualcuno accusa una persona che lavora con me e con cui ho deciso di fare un percorso insieme, io faccio scudo, difendo con le unghie e con i denti l’operato, la persona, non ho paura di rimanere travolta dal probabile fango mediatico, perchè io non vivo sotto i riflettori, non mangio con i soldi degli altri, non mi interessa del giudizio altrui, mi interessa solo circondarmi di persone oneste, che la pensano anche diversamente da me, ma che sono oneste.

Questo è il motivo per cui mi fa schifo una persona come Ingroia. Perchè vive della luce data dai media, perchè lui la luce non ce l’ha, la succhia come i vampiri da tutti quelli che usa per la sua scalata. E all’occorrenza scaricherà tutti a mare. Perchè lui ha delle mire, perchè lui da Borsellino non ha imparato nulla, nemmeno il coraggio.

Antonella Serafini

p.s. e tanto la Carfagna non te la da

San Berlusconi e Antonio il regista

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“Oggi, in questo studio televisivo e in questo giornale patinato, ci ritroviamo per rendere grazie a Silvio, colui che ci ha permesso di arrivare dove siamo”.

No, non è una riunione tra Alfano e Ghedini, ma una possibile conversazione tra chi, con Berlusconi si è fatto i soldi. Parlo dei vari Travaglio e giornalisti del Fatto, Santoro ed altre persone che con la battaglia mediatica hanno guadagnato milioni su milioni. Ovviamente mediatica.

Alla confraternita amici di Silvio però si è aggiunto un nuovo membro, uno meno in vista nonostante il grande carisma di cui è dotato: Antonio Ingroia, che si è prestato per un servizio intero sulle pagine di CHI del 23 Gennaio, il giornale di Signorini, quello che in questi mesi è servito come campanello d’allarme per capire i graditi e gli sgraditi a Silvio (vi ricordate Renzi con le nonne?) .

Le rivelazioni di Ingroia in questo servizio sono illuinanti: “Non sono mai stato comunista, nemmeno ai tempi delle contestazioni universitarie e non mi sono mai iscritto a un partito. Il mio nemico numero uno? Non è Berlusconi, ma Mario Monti, l’uomo delle banche, che ha preso in giro gli italiani

Curioso, da parte del magistrato che ha tenuto fede ad una lettera manipolata dove compariva proprio il nome di Berlusconi in veste di collaboratore mafioso, ma tutto si spiega con le confessioni sulla sua carriera universitaria: “Fui sul punto di lasciare la facoltà di legge quando mi resi conto di amare il cinema. Volevo iscrivermi al Centro sperimentale: mi sarebbe piaciuto tantissimo diventare un regista.”

E di questo noi Ingry caro te ne rendiamo atto: come giudice sei una chiavica, come politico peggio, ma come regista sei uno dei migliori che abbiamo in Italia. Pecchi solo nella scelta del cast.

Successone della Annunziata in tv

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downloadIeri sera è nato un nuovo format tv. Uno entra, si siede, e poi parlano tutti a cazzo, vince chi prende la parola per primo e chi parla più forte. La presentatrice, Lucia Annunziata, ieri si è fatta sfuggire la situazione di mano, e abbiamo assistito a un volgarissimo incontro di urla, offese, e quant’altro. Molti hanno detto che è stato segnato l’apice del trash in tv, onestamente io mi sono sganasciata dalle risate. Soprattutto nel vedere Sallusti chiedere a Ingroia lumi sulla sua incandidabilità, domanda legittima seguita dalla Amurri sguinzagliata per difendere il suo capolista (ricodiamo le due condanne per diffamazione e un provvedimento disciplinare dall’ordine dei giornalisti per aver pubblicato un verbale manipolato ad arte), giornalista del Fatto, che rivendicava il diritto a parlare di più in quanto donna. La risposta di Ingroia è stata “NON RISPONDO”, perchè si sa, una persona abituata a fare il suo comodo sempre e comunque, non è abituata a combattere, e la campagna elettorale è uno scontro continuo. La presunta legalità di Ingroia con le elezioni, si evidenzia bene con il possesso di materiale coperto da copyright per i suoi spot elettorali, beccando anche una diffida da Bonelli editore. Su twitter, subito dopo scrive: “bisogna rispettare i diritti d’autore”. E lo dice a noi!!! Poi c’è quella storiella del Guatemala. C’è una legge che vieta l’eleggibilità di un magistrato in un luogo dove ha esercitato fino a 6 mesi prima.. Ma Ingry (chiamamolo confidenzialmente così, vista l’assidua presenza nei nostri articoli) a novembre, poco prima di partire, ha depositano un altro atto in procura, per cui in teoria non potrebbe essere eletto in sicilia. Ma lui, si sa, se ne frega della legge. E c’è anche la storiella del PM che ha vinto un ricorso che gli restituiva il posto che stava indebitamente occupando ingroia. Ma Ingry che fa? Dice “io da qui non mi muovo, non c’è legge che tenga”. Poi lo sentiamo fare una campagna elettorale in cui parla della sua volontà di recuperare patrimoni illeciti all’estero. Esclusi quelli di Ciancimino, ovviamente, per cui chiese l’archiviazione. Tesoro ritrovato nientedimeno che da Ultimo, l’uomo che Ingry ha sempre messo alla gogna mediatica. Ora che il caro Ingry entra in politica (quando noi aprivamo scommesse già anni or sono, sul caso), si ritrova un sacco di gente che fa domande a cui non risponde. Abbiamo formalmente chiesto un’intervista ufficiale con toni civili, anche per censurati.it, ma si accettano scommesse. Noi diciamo che non risponderà nè si nè no. Di solito chi fa così ha sempre qualcosa da nascondere. Poi, se nel frattempo ci sa dire come ha fatto a far togliere un ergastolo a Riina (l’unico ad esserci riuscito) e a non fare opposizione alla sentenza. Ce lo faccia sapere. Per fortuna c’ha pensato qualcun altro a fare questa opposizione (il che vuol dire che tecnicamente si poteva fare). Ingroia in politica, Cosa Nostra deresponsabilizzata grazie ai suoi processi. Si aprono le danze per la trattativa vera.