La valigetta dei deliri

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24528574_dalla-chiesa-oggi-il-della-valigia-vuota-di-mio-padre-conferma-la-matrice-politica-del-suo-omicidio-3[1]E’ una strana brutta storia quella della valigetta  del Generale Dalla Chiesa. Inizia 31 anni fa, quando il povero Generale venne ucciso con sua moglie. Una valigetta particolare quella del generale: di pelle, marrone, che il generale portava sempre con sè. Ce l’aveva anche quel giorno. Poi, più niente, fino a due mesi fa, quando un anonimo scrive al PM di Matteo. Si chiede dove sia quella valigetta che contiene dei segreti importantissimi. Nomi forse, appunti, indagini. Repubblica chiede al figlio Nando, mostrando una foto, se avesse riconosciuto la valigetta. Nando ovviamente risponde affermativamente. Due mesi dopo la svolta: la valigetta è in Procura, vuota. Chi l’aveva svuotata? E perchè?

Probabilmente Lucarelli inizierebbe così una puntata di Blunotte, per farci restare attaccati al televisore fino alla fine o a snervarci sin dall’inizio. Ma Lucarelli è uno scrittore, aveva un programma televisivo atto ad intrattenere, quindi aveva licenza di porre quesiti e lasciarci col fiato sospeso e magari non risolverci il dubbio fino alla fine. Il dramma arriva quando lo stacco sopra riportato calza benissimo anche come riassunto degli articoli apparsi sui quotidiani nazionali sul ritrovamento della valigetta del Generale Dalla Chiesa.

Parlando semplicemente dei fatti, la valigetta scomparsa era dove doveva essere: nel bunker della Procura di Palermo dove sono conservate tutte le prove sequestrate. Suppongo anche catalogata e protocollata. Qualche giornalista insiste nella ricerca della spettacolarizzazione: ERA VUOTA. E menomale, mi verrebbe da rispondere leggendo certe righe. Che io sappia la prima cosa che si fa è dossierare i fogli di carta, data l’alta deperibilità del reperto. Sarebbe bastata un’infiltrazione di umidità per compromettere un’intera prova, quindi la logica impone di cercare nei cataloghi del tribunale eventuali tracce di quei fogli prima di gridare al furto.

Eppure, la sciocca sono io: la logica non vende. Avrei mai fermato la mia lettura su un giornale che scriveva: “A causa della concitazione dopo il ricevimento della lettera anonima, ai PM era sfuggito che la valigetta era già in loro possesso. Si cerca nei cataloghi del tribunale eventuali tracce dei fogli contenuti per capire se l’anonimo sia attendibile.”?? Meglio i titoli comparsi in giro, in un crescendo di pomposità culminate con titolo e sottotitolo della solita Repubblica “Trovata vuota la valigetta di Dalla Chiesa: caccia a chi ha trafugato i segreti del generale. Palermo, dopo 31 anni la borsa di pelle emerge dal bunker del tribunale. Dopo l’assassinio, la Polizia trasmise alla Procura il reperto senza far cenno alle carte. Segnalata dall’anonimo al pm Di Matteo, doveva contenere nomi eccellenti “.

La Polizia trasmise alla procura il reperto senza far cenno alle carte. Una frase che detta così potrebbe fare scalpore, ma anche far sorgere una domanda: come sappiamo che nella valigetta vi erano delle carte? Solo grazie all’anonimo? No. Dei fogli contenuti nella valigetta sappiamo l’esistenza (pur senza conoscerne la natura) dai verbali della squadra mobile intervenuta sul posto. Il verbale parla di documenti sul sedile e nella valigetta. Poi, come affermato da Repubblica, nel secondo verbale, quello dove si trasmettevano le prove in Procura, i fogli apparentemente scompaiono. Ma a che pro la polizia avrebbe fatto due verbali non coincidenti, se avesse voluto far “sparire” delle prove, così come indicato da Repubblica, soprattutto dopo un sopralluogo così dettagliato come quello effettuato dalla mobile? Ma soprattutto, perchè la polizia avrebbe trasmesso una valigetta vuota?

Per la seconda volta, la logica impone che la valigia fosse piena e che l’imprecisione del verbale sia da imputare all’imperizia del verbalista, magari dettata dall’urgenza del momento. Supposizioni, ovviamente, solo supposizioni ma che ho l’obbligo di fare per far tornare i fatti seguendo un iter normale e metodico perchè, se dovessi seguire la realtà apparsa sui giornali, dovrei solo ringraziare Dio di essermi scampata gli anni 80 e gli squilibrati che lo popolavano.

Infatti, secondo le costruzioni dei giornali, abbiamo un comando di polizia che viene chiamato per un attentato, arriva sul posto e trova il Generale Dalla Chiesa, sua moglie ed un agente morti, nell’auto un marasma di fogli e una valigetta. Mette tutto a verbale, arriva in Questura con tutto il malloppo sequestrato e il verbale e la Questura si preoccupa di far sparire tutti i fogli ma non di taroccare un verbale della mobile. La Procura poi, che ben conosceva Dalla Chiesa, non si fa nessuna domanda all’arrivo di una valigetta vuota, prende il Generale per deficiente per quel suo portarsi dietro oggetti del tutto inutili e prosegue come se nulla fosse le indagini. Tutto fino a 2 mesi fa, quando un anonimo fa venire il dubbio che forse qualcuno 31 anni fa abbia trafugato i documenti contenuti nella valigetta che il generale non si portava dietro vuota.

Capite che siamo al delirio. O deliriamo oggi o deliravano 31 anni fa. Se il delirio è avvenuto 31 anni fa, bisogna imputare gli agenti della questura per non aver trasmesso i documenti e i PM di Palermo per non aver chiesto alla Questura primo di visionare i verbali del sopralluogo della mobile ai fini di indagine  e poi di non essersi chiesti come mai il Generale viaggiasse con una valigetta vuota. Però mi riesce difficile pensare che gli Uffici pubblici di Palermo fossero popolati da squilibrati. Non la Procura di Falcone e Borsellino, così attenta a qualsiasi dettaglio. Si sarebbero certamente accorti subito della differenza dei due verbali e oggi sapremmo di un intero comando di Polizia processata dal 1982 in avanti.

Operando per sottrazione resta che deliriamo oggi. Resta che non vogliamo vedere qualcosa di ovvio o che forziamo l’ovvio per ottenere una realtà ribaltata e assolutamente illogica. Restano i giornalisti fedelissimi che si appigliano a qualsiasi parola per documentare il dinamismo di una Procura che almeno sulle pagine dei giornali lotta la criminalità accusando per l’ennesima volta polizia e carabinieri. Una procura che, anche dopo i clamorosi falsi – un esempio su tutti quello del Caso Contrada – si fida ancora di lettere anonime pervenute in momenti di stagnazione delle indagini. Una Procura che, attraverso i media, ci vuole ancora propinare l’immagine del poliziotto/carabiniere manovrato da forze oscure che trafuga documenti a caso. E assieme a loro deliriamo noi, che leggendo crediamo ai carabinieri che trattano, alla polizia che trafuga prove dopo averle messe a verbale, ai servizi segreti in garage a vedere imbottire una 126 riempita con tritolo setacciato con uno scolapasta e ci scandalizziamo se il figlio di Riina si proclama fiero di suo padre.

Censurati on the road – Quelli che non festeggiano il 25 aprile

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25aprile[1]Quelli che uso FACEBOOK per comunicare con i miei amici

Quelli che uso TWITTER perchè è più spiccio

Quelli che “non ho digerito, mi bevo un goccio di COCA COLA”

Quelli che APPLE, WINDOWS O ANDROID è meglio su un cellulare

Quelli che studiano ricercando tutto su GOOGLE

Quelli che “Ragazzi, cinema e MC DONALDS?”

Quelli che “Chi? Ma vi prego! I film italiani sono una palla, meglio quelli di HOLLYWOOD”

Quelli che gioco solo con la mia PLAYSTATION-XBOX-WII

Quelli che hanno fatto la fila per l’IPHONE e l’IPAD

Quelli che al cinema POPCORN, grazie

Quelli che WIKIPEDIA tutta la vita

Quelli che le barzellette le sanno solo su CHUCK NORRIS

Quelli che compongono questa lista infinita e tutti gli anni, il 25 Aprile lo avvelenano tappezzando FACEBOOK e TWITTER dai loro dispositivi APPLE, WINDOWS e ANDROID con un “Io non festeggio il giorno dell’occupazione americana“.

A queste persone, complici della seconda occupazione, pacifica e VOLONTARIA, chiedo di rileggersi la storia di S.Anna di Stazzema, di intervistare i vecchi del proprio paese, specie quelli che vivevano in campagna, per sentire come era prima e come era dopo il 25 Aprile l’italia. Vedrete persone di 90 anni piangere, pregare, ridere sollevati al pensiero. La seconda occupazione, quella americana, l’abbiamo voluta noi cercando di rincorrerli. Noi o chi abbiamo scelto a rappresentarci nei nostri ranghi di comando. Al posto di rinnegare la prima liberazione, se vi dà così fastidio questa seconda occupazione, iniziate ad organizzarvi per una seconda liberazione. Possibilmente, per coerenza, evitando di creare un gruppo o una pagina su FACEBOOK.

 

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Scolapasta ed inchieste maccheroniche

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scolapasta[1]Lo ammetto: con le inchieste maccheroniche avevamo già un bell’allenamento. Le Procure di Caltanissetta e Palermo con la Saga dei Borsellino (I,II, III; IV, Reloaded, Revolution), il Processo Mori e la Trattativa Stato e Mafia ci hanno tenuti su altissimi livelli che ritengo (ma prima di tutto spero lo siano) insuperabili. Già solo la fantasia di basare tutto l’impianto accusatorio sulle dichiarazioni di un personaggio a dir poco dubbio, per intenderci uno che è famoso per aver rubato un assegno dal cassetto del padre, fatto una firma e tentato di comprarsi una moto. Già solo ammettere a testimoniare personaggi di altissimo livello quali un carabiniere dentro per aver raffinato droga e che appena condannato inizia a parlare del suo ex capo come un bambino di 4 anni parla alla sua mamma della maestra che l’ha messo in castigo, anonimi vari ed eventuali che testimoniano mediante romanzi epistolari o con dei tramiti (come successo contro Contrada nella Saga Borsellino), un ragazzo semianalfabeta e con gravi problemi di tossicodipendenza ma che sapeva perfettamente chi fosse Bruno Contrada, ecc ecc ecc

La lista è già di per sè un concentrato di personaggi maccheronici, che ben caratterizzano le storie costruite (si badi COSTRUITE, non ricostruite. Per ricostruire ci vanno prove inconfutabili) su di loro. A volte il personaggio da solo non basta e così si sceglie la via del rafforzamento maccheronico. Taglia, copia ed incolla, fotocopie et voillà, la prova è fatta. Nessuno chiede il motivo del taglio, del fatto che si presenti una fotocopia o che e il teste sarà libero di fare le sue dichiarazioni, riuscendo con un solo A4 a mettere in moto una macchina burocratica che coinvolgerà esami della scientifica, perizie di parte e controparte, riesami e mandando avanti un altro anno un processo che altrimenti si sarebbe chiuso in due mesi, con beneficio di chi, di queste inchieste, se n’è fatto un lavoro: giornalisti, cronisti, PM, etc..

Ripeto, avevo già un bell’allenamento, ma l’incredulità si è comunque impossessata di me alla lettura di una nuova inchiesta nissena sulla Saga Falcone. Qui abbiamo un teste ritenuto ATTENDIBILISSIMO, per essersi autoaccusato di aver rubato a spinte la 126 non funzionante dell’attentato a Borsellino. Un teste dai ricordi indelebili. Ricorda, a distanza di 20 anni che la 126 l’han portata via a spinte perchè “la frizione non funzionava perchè la guidava una donna coi tacchi” ed il compare che andò a rubare la macchina con lui non riusciva a disinserire il bloccasterzo.  Una certificazione di qualità ed attendibilità proprio…maccheronica.

Proprio un personaggio del genere è riuscito a far diventare maccheronica tutta l’inchiesta, con una semplice dichiarazione. Una dichiarazione innocente se vogliamo, che non fa scalpore come “Mori tentò di trattare con mio padre”, ma non per questo è meno sospetta o vizia meno l’impianto investigativo. L’attendibilissimo, dopo aver cambiato versione dei fatti un paio di volte sulle modalità di recupero dell’esplosivo dal peschereccio che l’aveva pescato dal mare, ci spiega in maniera dettagliatissima come avveniva il riciclo di quell’esplosivo, stando ai racconti, vecchio di cinquant’anni.

L’esplosivo che macinavamo era solido, di colore tra giallo chiaro e panna. Lo macinavamo schiacciandolo con un mazzuolo, lo setacciavamo con lo scolapasta sino a portarlo allo stato di sabbia”. Lo scolapasta. Geniale. Mostruoso e geniale nel contempo. Questa è la mafia povera, della manovalanza, quelli che “noi i politici non li conosciamo, altro che appalti!”, quelli che se devono usare un’utilitaria per fare un attentato la rubano a spinte perchè non l’hanno selezionata prima, è tutto improvvisato. Una mafia che, nonostante le indagini tuttaltro che maccheroniche di Gaetano Costa e Giovanni Falcone, faceva assegni da cento milioni nel 1980 ma nel 1990 non aveva neppure 2 mila lire per comprare un setaccio dal ferramenta.

Lo scolapasta è inserito a verbale, insieme alle contraddizioni del teste attendibilissimo che vede i “cilindri” che trasportavano l’esplosivo prima pieni di bombe e poi pieni solo di esplosivo che estraevano “rompendo il cilindro a martellate”. E’ a verbale anche il trasloco di 5 fusti da circa 100-150 kg l’uno dalla casa diroccata (diventata poi condominio) della zia del teste attendibilissimo alla ditta di trasporti dove lo stesso lavorava. Quale datore di lavoro si vede in cortile 5 fusti alti un metro e del diametro di 50 cm e non fa neppure una domanda? Specie se squarciati e si intravede il contenuto?

L’analisi dell’esplosivo almeno è puntuale e non lascia dubbi. Ah no, non è vero. Il gip di Firenze ha certificato che l’esplosivo usato in tutte le stragi è militare e proveniente da un unico posto, il teste attendibilissimo dichiara di averne usato solo metà di tipo militare pescato dal mare, il resto erano fusti di esplosivo da cava. Nessuno che si sia domandato il motivo per cui un teste così preciso non descriva le differenze dei fusti militari da quelli da cava. Detta così potrebbero sembrare anche la stessa cosa. Tra l’altro: quale nave avrebbe trasportato degli esplosivi in fusti? In guerra le navi europee avevano delle equipaggiature standard ed erano già appesantite da bombe di profondità, siluri e mitragliatrici. Dove avrebbero potuto trasportare fusti di esplosivo sfuso ed a che scopo?

A questo punto mi arrendo all’evidenza: siamo davanti all’ennesima indagine maccheronica, supportata da dichiarazioni maccheroniche di un teste questa volta ritenuto attendibilissimo. Vedremo mai la fine della Saga Falcone? Temo di no. Temo che si andrà ad aggiungere alla Saga Borsellino (dato che, come abbiamo visto, il testimone attendibilissimo è lo stesso). L’unica domanda che mi faccio è questa: se un giudice come Falcone, che per arrestare dei criminali si era pure appoggiato all’FBI perchè loro avevano già computer e database, avesse potuto leggere le indagini sulla sua morte e leggesse che la mafia dei grandi appalti pescava esplosivo in mare e lo setacciava con lo scolapasta, cosa avrebbe detto? Ma soprattutto, avrebbe biasimato il mafioso che qualsiasi cosa dica va bene per tenerlo fuori dal 41bis o il magistrato che ha inserito certe dichiarazioni a verbale perchè date da un teste attendibilissimo?

 

Pseudogiornalismo e vaccini: ci risiamo

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a5816221b957f2896ebab04553ee13b0-272x272[1]Alcool? Sarà l’alcool. Etilico bevuto a damigiane, ma non può che essere quello, non c’è altra spiegazione. Perchè mai altrimenti un quotidiano che si autoproclama serio e di libera informazione dovrebbe dare spazio a delle persone che stanno alla medicina come loro stanno al giornalismo? La notizia è la seguente: l’OMS ha annunciato una intensificazione della campagna di vaccinazioni mondiali, che dovrebbero salvare la vita ad un milione e mezzo di bambini.

Con tutti gli esponenti della comunità scientifica da poter intervistare, il Fatto Quotidiano è andato a raccogliere i commenti a caldo di Eugenio Serravalle, medico pediatra pisano, da anni editore di libri e blog sul tema vaccini (celebre il suo post di blog del  dove porta in relazione il vaccino parotite-morbillo-rosolia all’aumento dei casi di autismo, rivelatosi poi infondata). Cosa diceva questo dottore? Diceva che l’opera dell’OMS – che deve prendere decisioni mondiali anche per aree dove ancora si muore per le epidemie – è tutta propaganda. “Queste iniziative rischiano ormai di diventare un aspetto della mercificazione della salute. Un esempio di propaganda, che non fa che aumentare la percezione di malattia nella gente sana”.

I dati dell’Oms dicono che: “Quasi il 40% delle morti infantili è dovuto al morbillo”. Ogni anno, secondo le stime dell’Oms, nel mondo muoiono un milione e mezzo di bambini per cause prevenibili con una semplice vaccinazione. E, solo in Europa, quasi 700 mila persone non hanno accesso alle immunizzazioni di base, che invece salvano annualmente almeno tre milioni d’individui. Quasi il 40% delle morti infantili prevenibili nel mondo è dovuto al morbillo, seguito tra le cause dall’Haemophilus influentiae (27%), dalla pertosse (20%) e dal tetano neonatale. I dati sono abbastanza allarmanti, ma non per il Dottor Serravalle, che come abbiamo visto urla alla propaganda. Cosa propone il dottor Serravalle? Una ricerca indipendente (E MAI CONDOTTA FINO AD ORA) sull’immunizzazione naturale (?), anzichè artificiale come quella dei vaccini.

Vorrei ricordare al Dottor Serravalle che se non abbiamo neppure il ricordo lontano di Ebola, Colera, Poliomelite, Vaiolo, lebbra e Tisi (anche se purtroppo quest’ultima sporadicamente sta tornando) lo dobbiamo ai vaccini. Se ogni 30-40 anni evitiamo di morire in massa per il solito virus di turno, è grazie ai vaccini. Se la popolazione è sana e si vaccina non è propaganda o marketing, ma è per tutelare anche quegli individui più deboli che per qualsiasi motivo non possono accedere ai vaccini. Se noi non siamo veicolo di trasmissione, chi è scoperto non si ammala. Il rapporto dell’OMS è chiarissimo poi: NEL MONDO. Il Dottor Serravalle se la sentirebbe di andare in Africa a dire ad uno stuolo di mamme con i figli che muoiono di morbillo che la campagna di vaccinazione è solo propaganda? Se la sentirebbe di andare in India a dire alle famiglie che il proprio figlio potrebbe morire di tetano ma in fondo è meglio perchè “i vaccini non sono sicuri”, meglio sperimentare un autoimmunizzazione? O ad Haiti, magari dopo il terremoto quando erano a rischio Colera, a dire che “ok il colera, ma i vaccini possono provocare malattie autoimmuni”? Come quantifichiamo gli eventuali rischi in confronto agli evidenti benefici? Il dottore lo sa che anche una aspirina ha degli effetti collaterali?

Per come la vedo io, personalmente e col cuore aperto, l’unica propaganda che vedo è proprio quella del Dott. Serravalle e della sua linea editoriale, che grazie all’appoggio di una certa linea politica ha potuto diffondersi in tempi relativamente brevi. Dall’invenzione del primo vaccino, avvenuta nel 1796 grazie a Jenner, non mi pare che la popolazione mondiale abbia risentito di tutti i rischi di cui si parla nei suoi libri. La popolazione è decuplicata, la speranza di vita è triplicata, i virus più letali debellati in molte zone del mondo ed è preciso compito dell’OMS lottare per debellarli anche dal resto del mondo. Vorrei tanto mandare il Dott. Serravalle in un ospedale nel terzo mondo a fare il pediatra per dei bambini in fin di vita per una malattia che i suoi pazienti occidentali passano normalmente in una settimana, con la consapevolezza che basterebbe un vaccino ad evitargli quella sofferenza immane e sapere se dopo questa esperienza parlerebbe ancora di “mercificazione della salute”. Sul Fatto Quotidiano, che anzichè pubblicare tesi ed antitesi propone il servizio in una determinata maniera, invece non mi esprimo. Restando in tema salute, sarebbe sparare sulla croce rossa.

Il silenzio assordante del Subcomandante Marcos e del EZLN

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Sub_Comandante_Marcos[1]Noi della redazione di Censurati insieme ai nostri fratelli ed amici dell’Associazione Volontari Capitano Ultimo vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà e vicinanza ad un altro fratello e compagno di lotta, il Subcomandante Marcos. Un uomo che da decenni si batte per la libertà del Chiapas e per un futuro migliore per la popolazione, costretta alla povertà ed all’ignoranza dal malgoverno messicano, unito ai suoi “soldati straccioni”, per dirla con le parole di Ultimo, l’EZLN. Proprio come il nostro Ultimo, il Subcomandante Marcos è un simbolo di lotta, di difesa degli ultimi e viene indentificato nella sua tenuta militare ed il passamontagna.

Nel suo ultimo comunicato, arrivato ad inizio anno, leggiamo con preoccupazione che è in corso una campagna mediatica per mettere in silenzio la protesta indigena che il suo movimento zapatista porta ormai avanti da quasi 20 anni. Un “colpo di stato mediatico“, si legge, a seguito della presa di posizione dell’EZLN sulla Strage di Atenco, dove un numero tuttoggi imprecisato di persone morì e rimase ferita dall’esercito messicano, giunto ad espropriare in modo incostituzionale le terre di San Salvador Atenco, con l’intento di costruire il secondo aeroporto di Ciudad de Mexico.

Una presa di posizione che non piacque nè alle forze politiche e tantomento ai media, che da allora iniziarono a tentare di “imbavagliare” la protesta mai placata del subcomantante prima calunniandolo ed in seguito mettendola a tacere con il mezzo più semplice che avevano a disposizione: non pubblicando le notizie relative. Un silenzio obbligato che però non è riuscito ad arginare la protesta. In una data assolutamente simbolica per gli indigeni messicani, il 21/12/2012, un fiume di persone ha occupato in silenzio ed in modo pacifico i cinque municipi dello Stato del Chiapas (Palenque, Altamirano, Las Margaritas, Ocosingo e San Cristòbal de Las Casas) ed in silenzio sono rimasti a guardare le autorità locali, prima di andarsene. Un silenzio assordante, quello degli indios, che gridava tutta la loro voglia di lottare e di rivoluzione.

Noi conosciamo bene le calunnie ed i silenzi di cui parla il Subcomandante, per questo non possiamo fare altro che esprimere tutto il nostro affetto per i nostri fratelli messicani. Nonostante i chilometri che li separano, abbiamo visto i nostri combattenti che tutti i giorni lavoravano per combattere il malgoverno della mafia essere prima calunniati con l’accusa di aver trattato e di aver fiancheggiato quel mostro che tutti i giorni combattevano. Abbiamo poi assistito al silenzio, calato sui  di loro non appena le accuse vennero sfatate.

E come Marcos ha saputo ricostruire la digntà negata agli indigeni, riprendendosi le terre e creando una rete di scuole ed ospedali, così Ultimo qui in italia ha creato nel 2009 la sua Casa Famiglia, con lo scopo di dare voce a quegli ultimi che vengono tolti dalla strada ed alle file della criminalità. Un modo spiccio di fare rivoluzione, che parte dalla semplicità e dall’onestà e che finora ha premiato entrambi. Una rivoluzione silenziosa, di “soldati straccioni”, che forse dà più fastidio di un commando, in quanto mostra direttamente agli oppositori tutti i punti di forza di questi rivoluzionari dei nostri tempi, senza che essi occupino posizioni di potere o ruoli di governo. Senza l’appoggio di TV, Radio, Internet. Usando una sola arma, “la nostra semplicità, i nostri sogni” come “un nuovo Piave contro la mafia e l’ ingiustizia che l’ assolve“, per usare le parole del Generale dalla Chiesa.

Per questo, ci uniamo in una sola voce, Censurati ed i Volontari della Casa Famiglia, a recitare le parole del Subcomandante Marcos, per il loro valore universale:

In quei giorni, prima ci calunniarono e poi volevano zittirci.
Così incapaci e disonesti da non vedere che in essi stessi risiedeva e risiede la causa della loro rovina, pretendevano di farci sparire con la menzogna e il silenzio complice.
Sei anni dopo, due cose sono chiare:
Loro non hanno bisogno di noi per fallire.
Noi non abbiamo bisogno di loro per sopravvivere.

[…]

Coloro che avevano scommesso sul fatto che noi esistevamo solo mediaticamente e che, circondati dal silenzio e dalle menzogne, saremmo scomparsi, si sbagliavano.
Quando non c’erano videocamere, microfoni, penne, orecchie e sguardi, noi esistevamo.
Quando ci calunniavano, noi esistevamo.
Quando ci zittirono, noi esistevamo.
E qui stiamo, vivendo.”

Hasta la victoria siempre, querido Subcomandante!

Petizione per Ingroia Procuratore Nazionale Antimafia? Ma per piacere…

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ingry2Attendevamo un colpo di scena che risparmiasse ad Ingroia l’arduo compito di iniziare a lavorare seriamente tra le vallate Aostane e lui non si è fatto attendere. Gli amici di sempre, Agende Rosse, Antimafia 2000, Don Ciotti e compagnia cantante hanno già firmato una petizione appena lanciata e aprono l’appello con queste parole:  “Noi, cittadini italiani, rispettosi e osservanti delle Leggi dello Stato, ci rivolgiamo con deferente ossequio al Consiglio Superiore della Magistratura, affinchè i componenti possano valutare l’opportunità di revocare il trasferimento del Giudice Antonio Ingroia ad Aosta.

Noi tutti sappiamo benissimo con quale tracotanza e violenza la mafia condiziona la nostra vita. E, pur comprendendo la norma di legge che vieta l’esercizio del Magistrato nelle sede ove è stata oggetto di candidatura politica, siamo qui a suggerire a codesto CSM, di esaminare l’opportunità, oltre a revocare il trasferimento, di voler assegnare il Giudice Antonio Ingroia presso la Direzione Nazionale Antimafia. Riteniamo che il nostro Paese non possa permettersi di fare a meno dell’esperienza antimafia acquisita da decenni e decenni dal dottor Ingroia.

Noi confidiamo che questa nostra supplica venga accolta favorevolmente: abbiamo bisogno di linfa che alimenti la nostra certezza di Legalità. Noi crediamo che il dott. Antonio Ingroia sia una risorsa del Paese e delle Istituzioni per quello che ha fatto ed ha rappresentato come PM antimafia in tutti questi anni e riteniamo si debba impedire in tutti i modi che si dimetta dalla magistratura. Dalle sue parole in alcune interviste si capisce che e’ tentato di dimettersi perché ritiene che il CSM lo abbia trattato in modo deteriore, non mettendolo in condizione, dopo la sfortunata esperienza elettorale, di essere utile come magistrato antimafia. Noi siamo d’accordo con lui e siamo convinti che lo Stato italiano debba dimostrare di apprezzare i sacrifici che questo uomo delle Istituzioni ha affrontato per difendere i cittadini onesti contro le mafie e per l’accertamento della verità nella stagione delle stragi degli anni ’90. Per questo, chiediamo al CSM di revocare la decisione di trasferire il dott. Ingroia ad Aosta e di destinarlo alla Direzione Nazionale Antimafia dove potrebbe riprendere la sua lotta contro le mafie. Non facciamo disperdere questo patrimonio dell’Antimafia, non rinunciamo al suo contributo alla lotta alle mafie.”

Un passaggio molto toccante ma che non mi è chiaro. Io, cittadina italiana osservante e rispettosa delle leggi dello Stato non ho ben chiaro quando Ingroia abbia combattuto la mafia. Per combattere la mafia si indaga e si arrestano i cattivi, non si indaga e si cerca di arrestare chi ha arrestato i cattivi. So che se fosse per Ingroia, Totò Cuffaro sarebbe ancora libero come l’aria, perchè l’imputazione richiesta da lui e soci non reggeva. Quindi, cortesemente potreste fornirmi nomi o statistiche sul brillante operato di Ingroia?

Non ho neppure ben chiaro quale sia il “trasferimento” di cui si parla. Ingroia, terminata l’aspettativa, era in attesa di una ricollocazione. La norma per i giudici in aspettativa parla chiaro: ricollocamento in ruolo entro i primi 5 anni di aspettativa e solo se il ruolo è disponibile. Ingroia, lo ribadiamo, HA SCELTO DI NON CANDIDARSI IN VALDAOSTA, HA SCELTO DI RIMANERE MAGISTRATO E QUINDI HA SCELTO DI LAVORARE AD AOSTA. Se poi questa scelta fosse stata fin da subito mirata per candidarlo a Procuratore Nazionale Antimafia, questo lo possiamo insinuare, ma non dire.

Quindi quando l’appello parla di una sensazione di Ingroia di essere stato trattato in modo deteriore dal CSM beh, quello è un problema suo. Il CSM ha agito solo in termini di legge come è suo compito fare. Di più: ha agito, nel caso di Riscossioni Sicilia, su tre precedenti in modo che NESSUNO potesse aprir bocca su quella votazione.

L’inadeguatezza di Ingroia a Procuratore Nazionale Antimafia è palese. Ad Aosta non è utile come magistrato antimafia, dicono. MA DOVE VIVONO QUESTE PERSONE? La Mafia è ovunque, anche in Valdaosta. Di più: la Valledaosta confina con ben due stati esteri, Francia e Svizzera, uno con un ingente traffico di Capitali mafiosi e l’altra con traffici di armi e droga attraverso scambi con la malavita locale, Nordafricana o traffici con gli spagnoli. E’ una posizione invidiabile, per chi volesse VERAMENTE lottare contro la mafia. Invece, il nosto Ingroia continua a lamentarsi e temporeggiare, per avere addosso quanta più opinione pubblica possibile e tentare una strada per lui impossibile.

A questo proposito, vorrei lanciare anche io due petizioni. La prima è: “Stop alla Sindrome di Calimero. Ingroia, puoi ancora cambiare.” “Ingroia, va bene che sei piccolo e nero, ma il mondo non ce l’ha con te. Stai solo vivendo quello che Dante chiamava “contrappasso”: in passato sei riuscito ad ingannarci tutti, a passare come brillante giudice solo perchè la stampa riportava il tuo operato. Poi hai tentato, riuscendoci per un brevissimo periodo, ad ingannarci mostrandoci un tuo passo avanti di carriera alle Nazioni Unite. Poi, la morte da magistrato e l’inizio del contrappasso: un continuo mi candido-non mi candido, un disastroso risultato elettorale, un continuo magistrato-non magistrato ed ora la lagna Aosta-non Aosta. Dopo sei mesi siamo stufi. Deciditi: o molli e vai a dare una mano al tuo amico Crocetta o resti e vai ad Aosta. Per 20 anni hai avuto dietro alle spalle una scritta, che volente o nolente vale anche per te: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI.

La seconda petizione invece è: “CSM, facciamo finire subito questa pagliacciata”, “evitiamo di far passare il messaggio che qualsiasi piagnone, anche se non se lo merita, può aspirare a ruoli CHE COSTITUISCONO UN’ECCELLENZA NEL NOSTRO SISTEMA SOLO PERCHE’ APPOGGIATO DAI MEDIA” Sarebbe un duro colpo al sistema meritocratico che un personaggio come Ingroia, dopo tutte le bugie che ci ha detto, fosse anche solo presentato al voto del Plenum come papabile al posto di Procuratore Nazionale Antimafia. Perchè sapete, con tutte le inchieste che stanno partendo in lombardia, piemonte, emilia romagna ecc per mafia, un procuratore che dichiara che al nord non può fare il giudice antimafia sarebbe solo un danno, non un contributo”

Libertà di Piacenza: fino a quando terrete il paraocchi?

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ImmagineLa Libertà non è un giornalino scolastico. Nacque ben 130 anni fa, è il quotidiano per eccellenza a Piacenza e svolge una funzione, se vogliamo chiamarla così, sociale: oltre alle notizie infatti, pubblica annunci di lavoro, farmacie di turno e necrologie. Al quotidiano il gruppo accompagna un agenzia pubblicitaria che gestisce le inserzioni, una emittente televisiva ed un sito internet. Un discreto gruppetto di informazione che Le garantisce il “monopolio” dell’informazione in territorio provinciale.

Per quanto riguarda la televisione, è stata certamente aiutata dalla sommarietà della Rai, che nonostante le decennali proteste non ha mai aggiustato il segnale e costringe il territorio piacentino all’edizione del TG Regionale Lombardia anzichè di quello Emiliano. Per il quotidiano, senz’altro il fallimento in tempi recenti del suo diretto concorrente ha facilitato le vendite di chi comunque vuole tenersi informato sulle realtà Piacentine. Va detto che, per fortuna, delle piccole redazioni Online si stanno affacciando al mondo dell’informazione locale piacentina (piacenzasera, il Piacenza etc…), togliendo terreno all’egemonia del sito internet.

Ora, da un gruppo così massiccio come la Libertà mi aspetterei più coraggio. Più coraggio nell’affrontare la vita della Provincia, togliendosi il ruolo di narratore onniscente e superpartes che già si rende antipatico nei libri di letteratura, figuriamoci in un quotidiano. Più coraggio nel pubblicare NOMI E COGNOMI, perchè se tu mi dai un’informazione, me la devi dare completa. Perchè mi dici che hanno arrestato un ragazzino di 19 anni che spacciava in una cittadina come Castel San Giovanni e non mi dici chi è? Io ragazzo coetaneo ci sto alla larga magari.

E’ un’informazione un po’ paracula quella della Libertà. Sempre gentile con tutti, mai uno sgarbo. Se viene segnalato qualcosa che non va, è nelle lettere al direttore o nelle rubriche destinate ai lettori. Da queste segnalazioni nasce magari un’intervista ad un’autorità volta a placare gli animi, mai un’inchiesta seria che porti alla luce i veri problemi di Piacenza.

E da questa informazione paracula nasce l’articolo di oggi, in evidenza sul sito e ben cerchiata di rosso: durante un blitz antidroga sono stati arrestati sei poliziotti della narcotici. E dal titolo nasce la domanda: MA DAI?! Perchè, cara redazione della Libertà, non c’è bisogno di essere Sherlock Holmes per non stupirsi di questa notizia, come fate voi. Basta essere informati in modo del tutto sommario del proprio territorio, di quelli confinanti e il gioco è svelato. Se poi si dispone di mezzi, come ne disponete voi, per poter verificare ed anticipare questa informazione, non da oggi, MA DA ANNI, allora ci arcorgiamo che non solo la Libertà fornisce una informazione paracula, ma pure omissiva.

Non credo che la Libertà non sappia degli arresti degli appalti per Mafia avvenuti a Pavia e Parma (entrambe confinanti). Non credo neppure che alla Libertà non sappiano del giro di droga Milanese. Mi rifiuto di pensare che non abbiano affiancato la crescita legale della logistica a Piacenza , in quanto snodo tra nord e sud e collegata ai più vicini porti, aeroporti ed autostrade, con quella illegale. Sarebbe gravissimo poi, a fronte di tutte queste considerazione, anche solo collegare il fatto che Piacenza era l’unica in cui non si parlava ancora di mafia, quindi era del tutto ovvio che ci fosse qualcuno che copriva tutto all’interno degli organi di vigilanza e controllo.

Per questo io non mi stupisco e trovo inopportuno il cerchio rosso. Cerchiando di rosso la notizia la Libertà ha solo cerchiato la sua negligenza nel fornire un’informazione puntuale sui problemi della provincia, per non inimicarsi nessuno. L’informazione però non è mai paracula, cara Redazione. L’informazione, quella vera, coraggiosa, che porta a galla i problemi, avrà sempre problemi ma mai remore se condotta con precisione e spirito critico.

A fare i narratori superpartes sono capaci tutti, come si è potuto vedere da realtà più giovani ed intraprendenti della Vostra. Sarebbe ora che si scegliesse da che parte stare: quella di meri narratori consapevoli di non dare un buon servizio alla comunità o quello di ente con monopolio di informazione che tira fuori gli attributi. O forse dovremmo vedere un altro cerchio rosso tra un paio di mesi, magari sulla vicenda delle mancate notifiche per il processo del crollo del ponte sul Po?

Caselli al Quirinale? M5S, vorrei farti una domanda.

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travaglio_e_caselli[1]Non è una polemica, ma un disperato bisogno di capire. 50.000 persone hanno votato a queste Quirinarie. Non un gran numero, questo c’è da dirlo, ma forse il problema è da attribuire al fatto che non tutti sapessero di dover ripetere il voto perchè quello precedente era stato annullato. Non lo so. Fatto sta che oggi è uscita la top ten quirinalizia dei Grillini: Bonino, Caselli , Fo, Gabanelli, Grillo, Imposimato, Prodi, Rodotà, Strada, Zagrebelsky.

Nonostante possa aprire dei libri interi su quasi tutti i nomi e possa dire che la Bonino è acclamata da tutti in quasi tutti gli schieramenti politici, per la sua fermezza e la sua determinazione, indispensabili in questo delicato momento politico, io mi soffermerei sulla nomina di Caselli, chiedendo il perchè. Perchè un utente M5S, davanti a una schermata vuota dove apparivano solo i campi Nome e Cognome della persona che si voleva votare, ha pensato, con tutte le persone brillanti e piene di merito, proprio a Gian Carlo Caselli.

Una persona che non ha mai brillato in materia giudiziaria, anzi. Il processo a Dell’Utri l’hanno finito altri giudici dopo quasi un decennio dal suo trasferimento a Torino, Andreotti è uscito pulito da quelle che erano le sue accuse, Cuffaro se avessero dato retta ai suoi allievi sarebbe ancora in libertà e sulla mancata perquisizione al covo disse sotto giuramento di aver fatto il burattino nelle mani del ROS.

Vogliamo affidare il nostro paese nelle mani di una persona che ha giurato di aver fatto il burattino per ben 7 anni? Che fermezza può avere davanti a paesi come l’America uno che si è fatto manovrare da un pugno di Carabinieri? Consegneremo l’Italia alla servitù perenne. E allora mi chiedo: perchè Caselli? Poi mi ricordo di aver già scritto su Caselli, quando Travaglio lo nominò a Servizio Pubblico. Dissi che Travaglio aveva smosso la terra, liberando lo zombie assetato di notorietà.

Fino ad oggi non avrei mai agganciato quel discorso calunniatorio ed omissivo all’inizio della sua campagna elettorale, come non ci avrei agganciato la telefonata di Ciancimino e neppure l’esposto al CSM. Malignamente adesso mi viene da agganciarci pure il pacco arrivato alla Stampa, perchè, come diceva il vecchio Giulietto “a pensar male si fa peccato, ma alla fine ci si azzecca sempre”. E che dire poi davanti alla scoperta, che si sta diffondendo in queste ore, di una Casaleggio e Associati azionista di Chiarelettere, a sua volta azionista del Fatto Quotidiano?

Eppure Travaglio è vicedirettore del Fatto, Ciancimino era blogger del Fatto e legato a quella testata che ancora non lo epiteta come pataccaro, Chiarelettere ha pubblicato tutti i libri del buon Travaglio e alcuni degli ultimi di Grillo e guardacaso alle Quirinarie indette dal “movimento” spalleggiato dalla Casaleggio ed associati il primo uomo è quell’omino per cui Travaglio tanto si è speso negli ultimi tempi.

Corro troppo con la fantasia? Può essere. Ma allora, ripeto: con tutti i fior fiore di Nobel, ecologisti, inventori di cui l’italia ha motivo di vantarsi, PERCHE’ CASELLI?

 

Sono diventata quotidianofobica

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crisi-8[1]Ho il terrore di aprire un quotidiano, che sia online o cartaceo. E’ clinico e mi causa attacchi d’ansia perchè è certo, matematico e dimostrabile con un teorema che ogniqualvolta che lo sfoglierò troverò due notizie vicine che mi faranno incazzare in una maniera atroce e cocente. Mi dicono che il nemico va affrontato e tento tutti i giorni di reprimere questa fobia, ma tutti i giorni la rabbia mi assale.

Anche oggi. Apro una serie di quotidiani online e arrivo al “la Stampa”. Mi piace il suo stile snello e senza ghirigori. Due notizie attirano la mia attenzione:

1) il parlamento è di nuovo occupato dai grillini (per fortuna stavolta sono intervenuti i questori e li han spediti in sala mappamondi)

2) una ragazza di 36 anni a Roma che dopo aver perso il lavoro ed una serie infinita di colloqui a vuoto si ritrova a chiedere l’elemosina per pagare l’affitto e tentare di tenere un po’ di dignità sperando in un prossimo lavoro.

Per la prima notizia, mi incazzo tutti i giorni sinceramente. Tutti i giorni una buffonata nuova, che porta l’attenzione su un branco di bambini dell’asilo in cerca di attenzioni. Non mi spiego sennò il postare su facebook la password guest del Wi-fi del Quirinale, la fotografia del tesserino da deputato (in un paese dove la contraffazione non è più reato, è arte), le lamentele sul fatto che sui banchi del parlamento non ci stia il macbook (nel 1918, data ultimo restauro, non ci avevano pensato), la mera retorica sui costi della casta e i vuoti discorsi sugli stipendi dei parlamentari che nessuno poi, una volta dentro, si è ridotto o ha rendicontato. Anzi!

Non mi si parli di trasparenza. Dov’è lo streaming della riunione interna del M5S della settimana scorsa? E guai al primo che mi venga a chiedere se Bersani e Berlusconi lo fanno. Nessuno dei due ha fatto campagna elettorale mettendo come punto cardine la trasparenza del processo decisionale e la democrazia “liquida”. Quante votazioni online hanno fatto fino ad ora per decidere “dal basso” cosa fare? Nessuna. Quanti disegni di legge hanno portato in parlamento? Nessuno. Quanto hanno bignato contro Monti per poi riconsegnarci dritti dritti nelle sue mani? Tantissimo.

La seconda notizia è la figlia diretta della prima. Non dei grillini in particolare, ma della politica in generale, che per anni ha e continua a guardare solo l’ascesa al potere di una singola forza senza guardare cosa succede realmente nel paese. CI SONO ARRIVATI ANCHE GLI INDUSTRIALI CHE SIAMO A RISCHIO RIVOLTA. CI SONO ARRIVATI ANCHE GLI INDUSTRIALI CHE COSI’ NON ANDIAMO AVANTI A LUNGO. Erica, questo il nome della ragazza romana, non è da sola. Ci sono tantissime Erica in Italia, che si affidano all’elemosina come lei oppure che entrano nei circuiti di solidarietà e affollano le mense Caritas ed i dormitori. Altre Erica, in difficoltà estrema si trovano a dormire in macchina con la famiglia, altri scelgono il gesto più estremo (anche se, per trasparenza di informazione, il numero di suicidi è inferiore a quella del 1987 , nonostante i quasi 10 milioni di abitanti in più).

E’ dal 2008 che queste notizie si susseguono. Quando si chiedevano spiegazioni al governo, le uniche risposte che arrivavano erano  “Ma come? I ristoranti sono pieni!” e noi ci abbiamo creduto. “Ma va là! Crisi! La crisi non esiste! Continuate a comprare!” e l’Italia ha comprato. Iphone, Samsung Galaxy, Ipad, Tablet, vestiti da 500 euro a capo “perchè sennò mio figlio a scuola viene additato come pezzente”, la macchina nuova. In tutto questo, lo stato comprava da privati e non pagava, continuando a dilazionare i tempi di liquidazione dei debiti. I più deboli hanno iniziato a chiudere. Sono arrivati i tecnici, che anzichè ripristinare una situazione fertile per l’occupazione e far riprendere l’economia con la crescita, ci hanno stangati di tasse e mazziati con una riforma del lavoro che ha contribuito solo a far licenziare un milione di persone (dati ISTAT).

La beffa però è arrivata dai miei concittadini alle elezioni. Al posto che votare in massa qualcuno di magari poco simpatico ma con le palle per tirarci fuori da sto casino, hanno rivotato chi ci ha traghettati verso il fondo, non prendendo contro misure per uno scenario aihmè internazionale, e uno che non aveva proposte se non delle utopie mostruose, ma a cui il 25% degli italiani ha creduto.

Ci ha creduto veramente al reddito di cittadinanza. Ma quel 25% non vede che i vigili del fuoco spengono gli incendi pagandosi la benzina con le collette della comunità? Non sanno che ogni ospedale ha un paio di ambulanze, il resto è frutto della buona volontà delle associazioni di volontariato e di volontari che regalano il loro tempo al 118? Non sanno che la Polizia ha ridotto il numero di uscite ai casi più gravi perchè non ci sta dentro coi soldi per pagare la benzina? E che le divise dei suddetti le abbiamo pagate due volte perchè lo Stato, per risparmiare le ha fatte fare all’Est e sono arrivate tutte sbagliate e di tessuti indegni?

Lo sappiamo che gli ospedali non ricoverano più neppure dopo le operazioni perchè costa troppo? Quando leggiamo “aumentato il numero di parti naturali”, il 25% del grillino ecochic mentre esulta è consapevole che questo fenomeeno è dovuta alla carenza di epidurali e che le puerpere sono costrette anche a 48 ore di travaglio prima che il medico giunga alla conclusione “Ok, facciamo il cesareo?” Lo sanno che la maggior parte delle prestazioni del Pronto Soccorso e della Guardia Medica ora è a pagamento? E che in molte regioni bisogna pagare subito gli esami medici con impegnativa perchè molti che non ci stavano con le spese hanno lasciato i referti in ospedale?

Quanti sanno che le scuole elementari e medie non hanno più la carta igienica ed i gessi e si organizzino turni e raccolte di tappi per sostenere queste spese BASILARI in una comunità? Quanti sanno che le maestre si sono trovate a dover acquistare pacchi di quaderni perchè i genitori di alcuni alunni finito uno non riuscivano a comprarglielo nuovo (idem con penne etc). Chiudo qui, anche se potrei andare avanti per ore, per arrivare alla domanda di base: dove li tiriamo fuori anche solo 500 euro per 60 milioni di persone (ovviamente cifra approssimativa)? Ci saranno sempre le solite retoriche dell’abbassamento degli stipendi ai politici. Pazienza se in 45 giorni dall’inizio della legislatura nessun parlamentare grillino abbia trovato tempo di abbassarselo per dare il buon esempio e prenda quanto la “casta”.

Quanto crediamo di poter andare avanti con le illusioni? Le bollette, l’affitto, i pasti quotidiani di Erica e di tutte le famiglie indigenti che avete creato e che con la vostra inerzia continuate a creare non aspettano e l’Estero non può ospitarci tutti. Qualcuno si è sentito sollevato dall’arrivo di 160 cittadini in parlamento, che avrebbero portato la situazione reale del paese al cospetto dei Paperoni d’Italia, invece niente. Tante favole, tanta retorica ed un nulla di fatto. Intanto che il 25% degli italiani attende la rivoluzione, il 100% dell’Italia muore piano piano ogni giorno. Di quante Erica dovremo leggere, prima di darci una svegliata? O dovremo diventare tutti Erica per capire veramente come stanno le cose?

Ecco, mi sono arrabbiata di nuovo. Scusate, ma vi avevo avvisato della mia quotidianofobia?

Ingroia è il nuovo presidente di Riscossioni Sicilia

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wpid-459-0-20130310_142927_ED937229.jpgCOMPLIMENTI AL PRESIDENTE CROCETTA! Bingo! Dopo che Lei stesso ha denunciato alla stampa consulenze milionarie e una gestione allegra della società, sceglie come Presidente Antonio Ingroia. Un uomo sopraffino, che si è fatto il naso stanando ingenti patrimoni mafiosi e mandando in rovina clan su clan. CHI MEGLIO DI LUI PUO’ ARGINARE L’EVASIONE IN SICILIA?

Siamo sicuri che le casse siciliane saranno presto rimpilzate di proventi derivanti, per esempio, da imposte su terreni e fabbricati mai neppure accatastate, da dichiarazioni dei redditi finalmente presentati e compagnia briscola. Siamo veramente felici anche per Antonio Ingroia, che evitando di presentare le dimissioni da Magistrato ha mantenuto fino ad ora lo stipendio, con il bellissimo doppio gioco del torno o non torno e consapevole di poter usufruire della salva PM fuori ruolo varata da Monti a fine gennaio, in modifica alla legge 145.

Non sappiamo se Falcone quando diceva “La Mafia va dove ci sono i soldi” intendesse anche gli enti di riscossione. Quello che sappiamo è che abbiamo assistito all’ennesimo gioco delle tre carte di Ingroia, il classico balletto di nomine, di resto o non resto, faccio non faccio a cui abbiamo assistito quando andò in Guatemala, quando si candidò in politica e ora con il fallimento della carriera, su possibili nomine, destinazioni di procure e cambi di nome al movimento.

 

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