Censurati on the road – Odio i giornalisti

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Contab[1]Non me ne voglia Antonella, ma ho sempre odiato i giornalisti. Tutti. Quando a scuola mi chiedevano che mestiere volessi fare dicevo “Tutti tranne la giornalista“. Sono stata coerente: ho studiato contabilità alle superiori, ho iniziato a lavorare con la contabilità, ho continuato a studiare con la contabilità e continuerò a lavorare con la contabilità. Preferisco essere parte di una cosa viva, come l’impresa, che il testimone di una cosa già accaduta e di cui non potrò mai essere protagonista. Con uno scambio utile tra persone che collaborano per raggiungere un obiettivo, a volte comune altre no, che si sbattono magari senza riconoscimenti diretti ma che ti fa dire, quando arrivi a casa: senza di me questo non sarebbe successo.

Qualcuno mi potrebbe dire: “ma tu scrivi“. Esatto, scrivo, su un blog, per hobby come altri giocano a calcetto il venerdì e solo per me stessa, per mettere nero su bianco e con un filo logico i miei appunti, che vengono pubblicati quando si pensa possano essere utili anche a qualcun altro. Non si può chiamare il mio giornalismo e non voglio neppure che si pensi lontanamente che lo sia perchè non è mio interesse farlo. Io sono stata, sono e sarò sempre e fieramente una contabile, immersa tra conti, libri giornale e bilanci. Tra mastrini e calcolatrici olivetti “con lo scontrino”, per verificare subito il centesimo che non ti torna, con la pila di fatture da mettere dentro entro il 16 del mese successivo e madonnare se quella fattura immediata ti viene consegnata dal magazzino in ritardo.

Sono una contabile, di quelle che quando arriva il collegio sindacale trattiene il respiro come ad un posto di blocco dei carabinieri, per poi lasciarlo andare quando è tutto finito. Sono una contabile che si smazza ore di studio per conseguire una laurea in Economia ed approfondire le proprie conoscenze contabili. Se avessi voluto fare la giornalista, avrei scelto Scienze della Comunicazione tre anni fa, magari in qualche università prestigiosa come solo Milano sa avere e avrei passato la mia vita su documenti scritti da altri, intercettazioni di altri a vivere una vita che per il mio modo di pensare non è da protagonisti, ma da ombre ai margini della vita altrui.

Qualcuno potrebbe pensare la stessa cosa del mio mestiere e farebbe solo bene, la libertà di opinione è un diritto inalienabile. Inizia a sfociare in una menata senza più fine l’opinione infondata che una contabile faccia giornalismo e che, ovviamente e per conseguenza, non ne sia capace. Non sono molti per fortuna che lo pensano, ma questo post si è reso fondamentale per loro. Per quelli che non hanno ancora capito la differenza tra lavoro ed hobby. E per quei professionisti che la menano a degli hobbisti vedendo in loro chissà quale avversario. Una sola frase per voi: TAKE IT EASY. Come io non penso a voi se non a colazione, quando sfoglio svogliata un’app per capire cosa è successo nelle ventiquattro ore precedenti nel mondo, voi evitate di occuparvi di me contabile con l’hobby della scrittura e preoccupatevi invece di scrivere qualcosa di interessante. Qualcosa che mi faccia davvero venire voglia di smettere di usare un’app e di tornare finalmente a comprare un giornale cartaceo.

L’antimafia di quelli “bravi”

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di Jessica D’Arcangeli

paperoneSostenere Mori è una colpa? Scusate ma vado fiera della mia colpevolezza.

Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”.

È per onorare queste parole di Paolo Borsellino che mi sono avvicinata qualche giorno fa in un gruppo antimafia (non riporterò il suo nome per rispetto allo spirito con cui è nato e perché i comportamenti da me riscontrati non si verificano sono lì ma in moltissime pagine e gruppi facebook).

Per alcuni giorni ho letto senza intervenire quello che veniva pubblicato in questo gruppo domandandomi come mai la maggioranza dei post e degli articoli fosse rappresentata da accuse e insinuazioni sull’operato di Mario Mori e di altri ex vertici del Ros.

Non trovando nessuna giustificazione su tale accanimento inizio una discussione sotto un articolo riportante la richiesta di condanna per Mario Mori a nove anni di reclusione e sotto il quale era stato scritto da un appartenente del gruppo un commento che recitava “ troppo pochi” (http://www.infiltrato.it/notizie/italia/favoreggiamento-alla-mafia-chiesti-9-anni-per-mario-mori )

Chi meglio delle persone che giustificano e applaudono tale richiesta dovrebbero conoscere le prove a suo carico?

Sicura di trovare un comportamento rispettoso e soprattutto un approccio serio verso tale problematica, inizio il mio dibattito elencando l’assoluzione definitiva sul processo per la mancata perquisizione del covo di Riina, che vedeva come imputati De Caprio e Mori e faccio notare come ancora i giornali insinuino dei dubbi su tale operazione senza nessun rispetto per le sentenze del tribunale ed inserendo tutto questo come un tassello della presunta trattativa “Io considero la mancata perquisizione il primo passaggio del rapporto fra mafia e Stato.” Teresi 15/01/2013 (http://livesicilia.it/2013/01/15/la-cattura-di-riina-uno-specchietto-per-le-allodole-cosi-i-carabinieri-bloccarono-la-perquisizione-del-covo_244882/ )

 

La discussione si estende poi sulla posizione del Colonnello Riccio che non sembra interessare proprio nessuno.

Cosa importa in fin dei conti se colui che accusa Mori di aver ritardato l’arresto di Provenzano è stato condannato nel 2011 con sentenza definitiva a 4 anni e 10 mesi di reclusione per detenzione e spaccio di stupefacenti e quant’altro? (https://www.facebook.com/notes/enrico-tagliaferro/ecco-perche-non-possiamo-condividere-le-conclusioni-della-requisitoria-del-pm-di/10152251051541758)

Più la discussione va avanti e più gli argomenti trattati si estendono a macchia d’olio; io continuo a riportare ciò di cui sono a conoscenza ma la delusione più grande non la trovo nel vedermi controbattere a quanto dico, ma nel tentativo di delegittimarmi in quanto giovane e saccente, nel ritenere la solidarietà di Ultimo verso Mori una farsa e nel negare anche un minimo dubbio sulla colpevolezza degli imputati!

 

  • Jessica D’arcangeli Certo, ma mi aspetto delle scuse verso Mori, De Donno e Subranni da molte persone dopo 

Martedì alle 10.51 tramite cellulare

Simonetta **** Io penso che queste scuse non arriveranno MAI… ecco loro rappresentano il marcio delle Istituzioni, quelle stesse in cui hanno creduto tutti coloro che hanno dato la vita per esse…..

Martedì alle 11.15 · 1

Chiara **** Una brutta e oscura pagina investigativa diventa per la sapiente Jessica una incotroveribile verità. Peccato che a crederci sia solo lei.

Martedì alle 18.51 · Mi piace · 1

 

Gabriella ***** Un’altra cosa vorrei chiederti:-Tu hai vissuto quel periodo?Sai che aria si respirava?Perchè leggere è una cosa vivere all’epoca è diverso…

Martedì alle 21.00 · Mi piace · 1

 

Luigi ***** no Jessica D’arcangeli, il Ros è troppo generico per attribuire “ottimi rapporti” con il Ros. Paolo Borsellino non ha mai parlato senza prove, lui era prudente e non aveva 21 anni….. Nessuna polemica, ma sarebbe grave se davvero credessi alle storielle ….. A presto e scusami per l’intromissione.

Martedì alle 21.18 · Mi piace · 7

 

Paola **** Signorina D’Arcangeli mi permetto di farle notare che ventuno anni fa..1992 periodo delle stragi lei non era nata, non ha vissuto quei momenti, alcuni di noi si. Quindi se non le piace ciò che scriviamo può anche cancellarsi dal gruppo. Non si dia tutte queste arie da gran donna saccente, non mi sembra che sia un giudice, né un avvocato. Inoltre continuare con questa polemica è mancare di rispetto a tutte quelle persone che sono state assassinate, ai loro familiari, e soprattutto alla Signora ****, d’altronde la pagina è dedicata a Lei.

21 ore fa · Mi piace · 7

 

Jessica D’arcangeli Peccato che De Caprio ha la più totale fiducia verso Mori ed io anche … Ma mi sembra molto chiaro oramai!!! 

Paco *** Sei sicura di questo?

Jessica D’arcangeli L’ultima dichiarazione é molto recente e la trovi in molte pagine face!!

Paco *** Di fronte alla cinepresa si possono dire tantissime cose

Gabriella ***** Lo sai che spesso si dicono cose ma magari possono anche non essere così,chissà..

 

Voglio aggiungere solo qualche parola a questi commenti ( non molto diversi da quelli che devono leggere tutte le persone che sostengono Mori e che non riescono proprio a vedere un’ icona-antimafia nella figura di Ciancimino) queste poche parole sono rappresentate dalle mie scuse.

Chiedo scusa se non ero a conoscenza del fatto che per parlare con cognizione di causa di mafia e del processo della trattativa occorre un’età superiore ai miei 21 anni.

Chiedo scusa se mi sono permessa di far valere l’impegno umano e professionale di uomini come Mori comportandomi da saccente per il solo fatto di aver replicato a persone più grandi di me.

Chiedo scusa se ancora non sapevo che per rispettare la memoria delle vittime di mafia bisogna applaudire alla richiesta di condanna di Mori e poi dimostrare solidarietà a Ciancimino.

Inoltre chiedo anche umilmente perdono se la mia coscienza non mi permette, nonostante i gentili inviti che mi sono arrivati da alcuni appartenenti del gruppo, di rimanere in un posto dove anche per una sola persona aspettare la sentenza del processo sulla trattativa significa ritenere già colpevole uno o più imputati.

Scusatemi se per me sostenere Ultimo non significa dargli dell’eroe e poi ritenerlo una persona che dichiara il falso per chissà quali oscuri motivi, scusatemi tanto ma mi siedo felicemente dalla parte del torto insieme a Mario Mori a cui va tutto il mio sostegno.

l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitivaart 27 della Costituzione.