Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

diritti di infanzia

Ormai le segnalazioni su censurati.it sono molte, e tra le meritevoli d’attenzione c’e’ la protesta di una mamma che si sta battendo per i diritti che vengono negati ai bambini. Sembra, infatti, che nella scuola materna del Comune di Monza, una commissione di docenti (cosi’ mi hanno spiegato al Comune dove ho chiamato per accertarmi della notizia) si riunisca per decidere chi, tra i bambini del posto, puo’ o meno frequentare la scuola materna. Dopo una serie di rimpalli da un ufficio all’altro, da un numero di telefono allíaltro, alla fine censurati.it ha deciso di dare la parola alle madri, pubblicando il testo dei volantini che hanno preparato. Il tutto dopo aver cercato di parlare con le autorita’ competenti, che sembrano non esistere, al comune di Monza.

Carissimi censurati.it,
Mi permetto di contattarvi perche’ come cittadino italiano ho un piccolo problema: mi chiamo Alessia, ho 32anni, lavoro tutto il giorno in ufficio e … non riesco a far inserire mia figlia nella scuola materna per il prossimo settembre 2001.

Come potrete notare questo e’ un grossissimo problema per 2 genitori che lavorano a tempo pieno, ma la cosa oltremodo scandalosa e’ che assieme ad un altro nucleo di genitori (un “coraggioso” ha inserito una circolare negli armadietti dei bimbi dell’asilo nido segnalando il problema) abbiamo scoperto di essere in molti ad essere trattati come “paria” dall’amministrazione comunale (parlo della citta’ di MONZA) che ha determinato l’esclusione dalle graduatorie d’iscrizione i nostri figli. Forse non saprete dell’esistenza di graduatorie fantomatiche (non pubbliche ma ufficiose) in vigore presso le scuole matrene pubbliche e private che determinano l’iscrizione dei bimbi in tali istituti … ma, c’e’ sempre un ma in tali casi, non vi si accede facendo la coda chiedendo la lista d’iscrizione di primo mattino oppure telefonando ma … accedendovi per vie traverse (raccomandazioni e varie) … cio’ significa che chi e’ al di fuori di un certo cerchio di “buone conoscenze” si espone al rischio di vedere il figlio rifiutato da qualsiasi scuola materna.

In base a questo e ad altre notizie che allego, io e alcuni genitori dell’asilo nido centro di Monza ci siamo proposti di volantinare mezza citta’, cercando possibilmente di conoscere la realta’ presso gli altri comuni lombardi … vi allego qui di sotto il testo della locandina che diffonderemo che illustra con dati alla mano qual e’ la situazione del comune di MONZA …

Grazie per l’ascolto e se potrete per l’aiuto,

Diritto all’infanzia

Siamo un folto gruppo di genitori che hanno scoperto di aver commesso uno sbaglio: abbiamo “messo su” famiglia, lavoriamo per mantenerla e, per necessita’, intenderemmo affidare i figli alle agenzie educative del territorio. Le scuole materne, per esempio, pubbliche o private che siano.

Abbiamo constatato sulla nostra pelle che tutto questo e’ considerato dall’Amministrazione Comunale di Monza un fatto disdicevole; un’autentica colpa.

Lo stato di fatto.
Di scuola materna e di diritto all’istruzione il nostro Consiglio Comunale ha discusso a novembre. Era all’ordine del giorno il rinnovo della convenzione con le 21 materne private di Monza. Tutte le forze politiche hanno espresso il proprio parere favorevole: il pubblico, da solo, purtroppo non ce la fa; per dare accoglienza ai tanti bambini monzesi e’ pertanto necessario sfruttare l’offerta del territorio nella sua totalita’.
Giustissimo!

Ma, allora, perche’ tanti bambini restano fuori? E soprattutto: quali bambini?I
numeri: Quante scuole materne ci sono, a Monza? Sette
(7) pubbliche e ventuno (21) private

Quanto costano al Comune le scuole materne pubbliche? Nell’anno 1999 l’Amministrazione Comunale ha speso, per le scuole materne pubbliche, all’incirca 1 miliardo e 218 milioni di lire. Ha incassato dalle famiglie 894 milioni! Con una semplice sottrazione, quindi, si ottiene che il Comune, per le scuole materne pubbliche, ha speso 324 milioni

Quanto costa al Comune la scuola materna privata convenzionata?(Dati della Convenzione)Contributo per sussidi e materiale didattico per ogni sezione funzionante: lire 700.000. Considerato il numero delle sezioni delle scuole materne private (dati dell’Assessorato alla Statistica) si puÚ prevedere che la spesa per il prossimo bilancio si aggiri attorno ai 50 milioni. (Vale la pena qui di ricordare che il Comune eroga, alle materne pubbliche, un contributo pari alla meta’ di quello concesso ai privati: 380.000 lire a sezione)

Contributo giornaliero per ogni alunno iscritto: la cifra di spesa totale stimata dalla Convenzione e’ di 4 miliardi 434 milioni per 2 anni! Ossia, 2 miliardi e 200 milioni all’anno.

Somministrazione integrale delle derrate alimentari: nell’anno solare 2000 la spesa e’ stata di 700 milioni!

Per concludere, quindi: 50 milioni + 2 miliardi e 200 milioni + 700 milioni = 2 miliardi 950 milioni di lire! Spesi dal Comune per finanziare le materne private.

Ma le materne pubbliche hanno gia’ i finanziamenti statali!

Vero, ma anche le private, che hanno anche una sovvenzione regionale e la fornitura integrale, da parte del Comune, delle derrate alimentari. (Ma ci sarebbe di piu’. Nessuna norma della Convenzione impone, infatti, alle private il rapporto numerico educatore-bambino che e’ proprio delle pubbliche. Le private, di conseguenza, possono lavorare con la meta’ del personale. Che e’ un po’ come raddoppiare il finanziamento)

Pero’ le materne private sono ben 21, contro le 7 pubbliche

Vero anche questo. Ma contiamo gli alunni (dati dell’Assessorato alla Statistica): scuola materna pubblica 1.053 bambini – scuola materna privata 2.050. In definitiva, il Comune investe, per i bambini delle scuole materne pubbliche: 307.000 lire pro capite l’anno. Per i bambini delle scuole materne private: 1.439.000 lire pro capite l’anno.

Come vengono ammessi i bambini? I criteri del servizio pubblico

Si aprono le iscrizioni; i genitori comunicano alcuni dati significativi; si chiudono le iscrizioni; si pubblica una graduatoria. Hanno piu’ punti i bimbi con situazioni familiari particolari: unico genitore in vita, handicap di un genitore, numero dei genitori lavoratori, distanza fra scuola e residenza. Il principio e’ chiaro: posto che la scuola materna e’ un diritto di tutti, si da’ la precedenza innanzitutto a coloro che piu’ ne hanno necessita’

Quindi anche nelle private succede la stessa cosa?

No. Nelle private la graduatoria si fa per ordine di arrivo. Chi prima arriva meglio alloggia. Anzi: in alcune, chi prima telefona. Ci hanno parlato di prenotazioni di anni. La sensazione di tutti gli esclusi e’ che alcune private abbiano creato liste d’attesa di comodo per poter “scegliere” chi prendere, in barba ad ogni principio di democrazia, e che il Comune abbia loro offerto i finanziamenti per crearsi delle scuole destinate ad utenti “selezionatissimi”. (Sorvoliamo poi sulle risposte date con toni di sufficienza e visibile intolleranza a molti di noi che hanno chiesto delucidazioni in merito alla propria posizione)

Possibile che il comune non obblighi le scuole convenzionate alla pratica selettiva che impone alla scuola comunale?

Abbiamo preso la Convenzione: non c’e’ nulla di scritto. Il finanziamento, pero’, sembra comunque l’unica soluzione praticabile: il pubblico non ha spazi! Eppure, qualcuno ci ha assicurato che la scuola comunale di via Ferrari ha due aule vuote, inutilizzate. Due aule sono altri 50 bambini: non e’ pochissimo! E il centro di Viale Liberta’? Qualche mese fa, l’assessore Maffe’ aveva assicurato che quella scuola, capace di 60 posti di asilo nido e di due classi di materna (altri 50 bambini!), era praticamente pronta (“Chissa’, forse gia’ nel 2001” Cfr. Arengario ottobre 2000). Oggi tutto sembra arenato a causa di una procedura di appalto lavori lentissima.

Vuoi vedere che e’ tutto orchestrato perche’ qualcuno ci guadagni?

Riprendiamo a contare: 2.950.000.000 (contributi comunali alle materne private) + 4.510.000.000 (ipotesi di incasso delle private: retta mensile media 220.000 lire x 10 mesi x 2050 bambini) = 7.460.000.000 (mediamente, 350.000.000 a scuola) + contributi regionali + contributi statali = ???

Che cosa chiediamo?
Posto che siamo tutti contribuenti e che abbiamo quindi ugual diritto ad accedere ai servizi fondamentali che il Comune deve fornire (perche’ in possesso di tutti gli strumenti, tecnici e finanziari), il nostro primo obiettivo e’ quello di ottenere al piu’ presto, dall’Assessorato di competenza, assicurazioni in merito all’apertura di nuovi spazi pubblici destinati all’infanzia.

In secondo luogo chiediamo a tutti i Consiglieri Comunali, a qualunque schieramento politico appartengano, l’impegno a non ratificareper il futuro la Convenzione con le scuole materne private che non diano garanzie precise in merito alla corretta compilazione di graduatorie di ammissione trasparenti e verificabili.

Per questo, come Comitato genitori “Diritto d’Infanzia”, intendiamo muoverci, in compagnia di tutti coloro che ritengano di poter spendere la propria solidarieta’ in favore di una causa civile e giusta!
diritto.dinfanzia@libero.it

Scriveteci (o fateci scrivere) una e-mail di adesione con tutti gli estremi anagrafici per contattarvi. Grazie.

Seconda email esplicativa di Alessia

Carissima Antonella,
Ti ringrazio per avermi risposto. Come ti ho accennato l’obiettivo iniziale del volantino preparato dal ns. gruppo di genitori (uno di noi e’ il presidente di un’associazione culturale denominata ARENGARIO che ha deciso di supportarci nell’opera di volantinaggio; personalmente io provvedero’ a produrre le fotocopie dei volantini…) era di diffondere quest’informazione presso gli altri asili nido del ns. comune per constatare il n° esatto di bimbi esclusi.
Ti posso assicurare che molti dei genitori (madri e padri presentatisi “fisicamente” con tanto di richiesta di astensione straordinaria firmata dall’allibito datore di lavoro) coinvolti in quest’iniziativa hanno fatto anticamera sia in comune che presso le scuole materne. Risultato: udienza e’ stata negata sia dall’Assessore alla Cultura, che da alcune Direttrici di scuole materne di cui ometto i dati identificativi… nomen omen. Nei casi piu’ fortunati ci e’ stato risposto che non solo non esistevano possibilita’ di ammissione nelle scuole materne per l’anno 2001, ma che le nostre speranze venivano cassate persino per l’anno 2002. Io trovo questo fatto scandaloso. Sono a conoscenza, come alcuni di noi sanno, che la rappresentanza comunale e’ in grado di risolvere (in caso di reclamo o richiamo pubblicitario) il problema caso per caso, ma io come altri genitori RIFIUTIAMO di risolvere il problema dei nostri figli su raccomandazione o per gentile concessione! Noi desideriamo che tutti i bimbi (in un paese in forte calo demografico come l’Italia il fatto e’ disgustoso)
figli di italiani o di extracomuniari che vivono nel ns. paese possano essere accolti adeguatamente in strutture finanziate dai contributi di noi tutti con equita’ e senza esclusione.
Ti auguro buon lavoro
Un ringraziamento
Alessia

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7 thoughts on “diritti di infanzia

  1. Mi chiamo Sandro Invidia e sono il presidente dell”Associazione Arengario di cui Alessia parla.

    Scrivo solo per precisare due cose, forse poco chiare.

    La prima: il comportamento delle materne pubbliche , come appare anche dal volantino, Ë assolutamente trasparente. Non lo stesso si puÚ dire di tutte le cosiddette scuole paritarie

    La seconda: ciÚ che il Comitato chiede non Ë il taglio dei finanziamenti a strutture utili, ma il rispetto dei diritti di tutti ad accedere ai servizi pagati da noi contribuenti

  2. La vostra mi sembra una posizione molto politica e poco interessata all’educazione dei vostri figli.

    Beati voi che a Monza avete gli asili privati! Qua a Firenze o hai la fortuna di rientrare nella materna pubblica, o all’asilo non ce lo mandi proprio: l’amministrazione locale non aiuta niente che non sia sotto il suo diretto controllo. PerciÚ il diritto della scuola materna Ë del tutto calpestato.

    Conclusione: il fine, cioË la scuola per tutti, giustifica il mezzo (integrazione da parte delle private).

  3. I genitori di Monza si sono mossi insieme per cercare di risolvere il loro problema. PerchÈ non fate qualcosa di simile anche lÏ da voi?

    Cordiali saluti

    Navarre 2k1

  4. Mi permetto di rispondere:

    ribadisco che non siamo contro la parit‡. Diciamo che la vorremmo per tutti: qui a Monza, per noi che rimaniamo fuori dalla materna pubblica (solo 7 scuole per 120.000 abitanti) e che non siamo raccomandati per entrare nelle private convenzionate c” Ë l” assoluto niente.

    Venite a vedere, per credere!

    E non serve, ogni volta, buttarla in politica

    Sandro

  5. Assolutamente d’accordo al diritto dell’infanzia, come anche al diritto dei genitori che lavorano ad essere sostenuti dallo stato (a cui versano fior di tasse) nell’educazione dei propri figli.

    Direi che la protesta di questi genitori dovrebbe assolutamente avere un seguito, da tutt’Italia.

    Cercate di contattare altri genitori nella stessa situazione e unitevi per protestare!

    Chiss‡ che qualcuno non apra le orecchie…in campagna elettorale si ottengono risultati fantastici!

  6. Grazie per l’appoggio,

    Io sono l’Alessia della mail inviata alla redazione di censurati.it.

    Io ritengo che l’unione in questi casi faccia LA FORZA e se il ns. problema -spazi NEGATI o SOMMINISTRATI con parsimonia all’infanzia pubblici e/o privati che siano- arriva a coinvolgere genitori appartenenti ad altri comuni italiani credo sia l’occasione GIUSTA per ottenere un impegno concreto da parte delle autorit‡ competenti.

    Seguire la via opposta in questo caso, adottando la via del menefregrismo, equivarrebbe per noi tutti genitori attuare quello che secoli or sono J.Swift presentÚ nella sua Modesta proposta …

    CHE FACCIAMO CON I NOSTRI BIMBI IN MEZZO ALLA STRADA? CE LI MANGIAMO?

  7. > Mi chiamo Sandro Invidia e sono il presidente

    > dell”Associazione Arengario di cui Alessia

    > parla.

    > Scrivo solo per precisare due cose, forse poco

    > chiare.

    > La prima: il comportamento delle materne

    > pubbliche , come appare anche dal volantino, Ë

    > assolutamente trasparente. Non lo stesso si puÚ

    >

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