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Padroni di niente, servi di nessuno

Un anno prima dell’incidente Thyssenkrupp

Il 27 ottobre 2006 un incendio nella Polimeri Europa (ex Enichem) di Ravenna coinvolge 9 vite. Una notizia passata sotto banco, che in pochi ricordano o peggio troppi ne sono all’oscuro. Ma è avvenuto un anno prima del rogo che invece conosciamo tutti: quello della Thyssenkrupp di Torino. Nove operai, di varie ditte esterne, stavano effettuando un’operazione di manutenzione. “Io e gli altri operai stavamo intervenendo per fare il rivestimento di un tubo di lamiera, molto grande per intenderci 12/14 pollici – racconta Antonino Quagliano scampato all’incidente – la Polimeri per effettuare queste operazioni di manutenzione mette in fermata l’impianto. Dopo di che, noi possiamo incominciare il nostro lavoro. Ad un certo punto è incominciato ad uscire un liquido, inodore ed incolore simile all’acqua. Io sento dal piano superiore, noi eravamo al terzo, qualcuno che grida: «attenti sta uscendo qualcosa.»” Quel qualcosa era un solvente, l’esano. Un composto molto infiammabile, irritante, nocivo, pericoloso per l’ambiente, tossico per la riproduzione. La sostanza scende giù dal tubo come un fiume, perché era stata tolta la plancia finale dalla mattina, proprio per la bonifica. “Le procedure di manutenzione durano circa un mese, per un mese la Polimeri ferma la produzione per consentire alle ditte esterne di operare sull’impianto. Ora c’è un’indagine in corso, ma probabilmente il tubo è stato riaperto, con molta superficialità, per riprendere la produzione. Ed io insieme agli altri operai ci siamo ritrovati in mezzo alle fiamme. Noi eravamo al terzo piano, non c’erano via di fuga, solo le scale. In preda alla paura e all’istinto abbiamo corso per le scale, scavalcato la ringhiera, urlato e gridato. Mentre scappavo pensavo a mio figlio nella culla, ai miei momenti felici. Fortunatamente i soccorsi sono stati tempestivi, con gli idranti è stato spento il fuoco e noi operai siamo stati portati all’ospedale. Io me la sono cavata con ustioni di primo e secondo grado. Mentre qualche mio collega è stato in ospedale per mesi, con conseguenze invalidanti.” In una struttura come la ex Enichem, un colosso del settore chimico, non erano presenti vie di fuga in caso di pericolo. Gravi omissioni per la sicurezza dei lavoratori. Infatti dopo questo incidente sono stati presi dei provvedimenti. a volte non è sufficiente essere esperti da un punto di vista teorico, se poi mancano i mezzi per poter mettere in pratica.“Per un paio di mesi non sono andato a lavoro, -continua Antonino- ero sotto infortunio, ma non uscivo nemmeno, ero sotto choc, spaventato. Ero buttato sul divano. Piano, piano mi sono ripreso, con l’aiuto di uno psicologo e della mia famiglia. Ancora oggi non riesco a dormire la notte. In 15 anni sono accaduti incidenti, anche mortali. Da anni abbiamo gli stessi problemi, sempre da me denunciati tramite il sindacato Slai-Cobas. A volte ci ritroviamo anche in 50 unità ad operare sull’impianto per la bonifica. Ognuno con mansioni diverse. Il pericolo è sempre in agguato. Operiamo su più piani, ad esempio dall’alto potrebbe cadere qualcosa. E dopo l’incidente alla Thyssenkrupp mi è tornato tutto alla mente, mi è venuto un magone… Ma devo lavorare per vivere!”

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