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Padroni di niente, servi di nessuno

C’è antifascismo e antifascismo

Il fascista, si sa, è il cattivo. Il comunista, si sa, è il buono. Eppure io ho conosciuto fascisti bravi ragazzi e compagni che di rosso hanno solo la bandiera da sventolare il 25 aprile, ma quando mi sono trovata in difficoltà e ho chiesto aiuto, non ho visto una mano tesa, i miei “compagni” non avevano tempo. E adesso mi ritrovo a dover giustificare quello che mi chiedono in tanti: perchè hai firmato per sostenere il Blocco Studentesco che è fascista?

Esiste il fascismo squadrista, delle leggi razziali, degli abusi e dei soprusi dei podestà, delle prevaricazioni e delle privazioni della guerra. Poi esiste il Fascismo dello Stato sociale, delle case popolari, dell’istruzione obbligatoria fino ai 14 anni, quello degli assegni familiari, delle pensioni. E il Blocco Studentesco si rifà a questo tipo di fascismo. Chi li conosce non li chiamerà mai razzisti o xenofobi o altro. E’ dunque normale per loro manifestare con orgoglio il loro punto di riferimento, perchè il Blocco ha in testa uno stato sociale, a cui attingeranno anche i compagni di sinistra (così come oggi la pensione la prendono tutti, gli assegni familiari li prendono tutti, la sanità pubblica esiste ancora e ci si attinge senza tessera di partito). Fare una lotta contro il caro libri, la revisione delle borse di studio per le fasce di reddito più basse, campagne contro la speculazione degli affitti per i fuori sede, mezzi pubblici funzionanti anche durante gli scioperi, servizi adeguati alle tasse pagate e via dicendo non mi sembrano cose da bloccare e fermare solo perchè a proporle sono fascisti, anche se del terzo millennio.

Ma è normale in un Paese civile vedere i collettivi antifascisti far pressione sulla questura per impedire a un gruppo di studenti di manifestare? Ma è normale interpretare la Costituzione a proprio piacimento, stravolgendola in modo che il diritto di parola viene dato a chi si e a chi no? Non era questo il principio dell’art. 21 creato dai padri della Costituente. E quindi si parla di REPRIMERE, PUNIRE, BLOCCARE, ELIMINARE il Blocco Studentesco dalle università, dalle scuole. Ma queste parole mi suonano familiari.. dov’è che l’ho già sentite? Dovrebbero suonare familiari anche ai partigiani (che infatti alle contromanifestazioni si sono tirati indietro, ben capendo la gravità del divieto altrui a manifestare).

E assistiamo a un continuo attacco a “compagni che sbagliano”, come dice Valerio Evangelisti. Siamo arrivati al punto che persone di spessore come Lanfranco Pace, Piero Sansonetti, Ritanna Armeni, Paola Concia, sbagliano perchè addirittura l’art. 21 della costituzione lo estendono anche a chi ha idee diverse dalle proprie! Io in passato mi sono altre volte schierata a favore del Blocco Studentesco, ma non per ideologie preconcette o perchè mi piace andare controcorrente. Semplicemente perchè ho conosciuto alcuni di loro e non li ho visti né rabbiosi, né trasudanti odio, né stupidi. Sono ragazzi con tante idee e che queste idee le vorrebbero vedere applicate, invece di perdere tempo a rispondere ad attacchi ideologici che non portano a niente se non ad un inutile dispendio di energie. Anche perchè l’idea diventa AZIONE solo mettendola in pratica. E dirò di più: li invidio. Li invidio perchè loro hanno un punto di riferimento. Io ho un percorso di vita che mi ha portato e mi porterà sempre a votare a sinistra, per la classe operaia, per gli sfruttati, per i diritti delle donne, per i diritti dei lavoratori. E chi posso avere come punto di riferimento? Posso avere.. che so… Veltr… no, forse D’Alem… no, forse meglio Prod.. no, in effetti meglio meglio Bers… vabbè, giuro che a casa la sapevo. Ah, ecco: Peppone! Ma si, Peppone/Gino Cervi. Dite che è solo un film? Sarà, ma intanto era un compagno onesto, che non ha usato la politica per interessi personali su chissà quali società, che faceva le cose per il Partito e per la gente, non per se stesso.

E per fare un esempio su come si può essere antifascisti tendendo una mano, voglio citare un passo dall’introduzione del libro “Il crociato partigiano”, di Riccardo Brega (presidente del circolo ANPI di Castel San Giovanni): “[…]Vicino a lui c’era un giovane fascista ferito. Riccardo (Brega, n.d.r.), impietosito dal povero giovane che rantolava, lo caricò su un carro per sottrarlo ad una eventuale vendetta da parte di qualche compagno esasperato dalle perdite partigiane. […] Di lui non si ebbe più notizie. […] A distanza di tempo vebbe a sapere che il giovane fascista si era salvato, e (Brega scrive)anche oggi, se quella persona fosse vivente, io ne sarei immensamente felice e lo abbraccerei anche fraternamente”.

Di questo spirito fraterno lo possiamo leggere tra le righe di un libro scritto da un partigiano, ma non lo troveremo mai in una contromanifestazione in cui si inneggia a Scelba innalzando le bandiere rosse nella più perfetta ignoranza della storia e di chi è veramente Scelba. Ho appoggiato il blocco e lo farò ancora, perchè il dialogo con gli avversari politici io non lo temo. Come non lo teme Sansonetti, come non lo teme Pace e tanti altri “compagni che sbagliano”.

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