Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

Plaza de Mayo, la protesta

Incontrata a Roma per una presentazione di un lubro sui desaparecidos, la presidentessa dell’Asociaciòn Madres de Plaza de Mayo, Hebe de Bonafini, ha voluto drendere pubblica una denuncia per truffa fatta dall’Associazione A.I.A.S.P.
Riportiamo quanto sostiene, invitando l’associazione coinvolta a smentire quanto dichiarato.

“Le Madri di Piazza di Maggio argentine furono invitate a Roma da parte dell’Associazione Internazionale di Amicizia e di Solidarietà con i popoli – A.I.A.S.P.
In questo invito, fatto nel mese di dicembre 1998, si prevedeva la realizzazione di un concerto a beneficio dell’Associazione delle Madri di Piazza di Maggio.
Quando le Madri sono arrivate hanno scoperto che l’A.I.A.S.P. aveva organizzato un concerto per il quale aveva sollecitato e ricevuto numerose collaborazioni e patrocinii.

Allo stesso tempo, scoprirono che erano state messe all’entrata del concerto due grandi urne nelle quali veniva versato il contributo volontario che era richiesto espressamente per poter accedere allo spettacolo.
L’A.I.A.S.P. non ha permesso a nessun componente dei gruppi di appoggio alle Madri di Piazza di Maggio di controllare il ricavato nè di verificare la lista delle spese sproporzionate presentata dagli organizzatori.
Alla fine del concerto, è stato detto alle Madri di Piazza di Maggio che il giorno seguente avrebbero avuto il resoconto della somma ottenuta.
All’arrivo nella sede dell’A.I.A.S.P., la presidente della stessa, informò le Madri di Piazza di Maggio che l’A.IA.S.P. aveva preso la decisione politica di non collaborare con loro, e che il ricavato sarebbe stato utilizzato per altri fini.
Le Madri di Plaza de Mayo la informarono che erano state invitate per questo evento a loro beneficio e che molte delle associazioni e delle persone che avevano collaborato con il concerto, l’avevano fatto con la certezza che il ricavato era destinato a loro aiuto. E che la truffa che stavano facendo era destinata non solo a loro stesse ma anche a tutti quelli che avevano collaborato in buona fede alla buona riuscita del concerto.
Le Madri di Plaza de Mayo denunciano questa vergognosa truffa perpetrata dai responsabili dell’A.I.A.S.P. e nello stesso tempo denunciano quelli che invece di vivere per la solidarietà internazionalista, ci vivono loro, sfruttando le lotte dei popoli a loro esclusivo beneficio”.

Le dichiarazioni sono state fatte da Hebe de Bonafini, presidentessa dell’Asociaciòn Madres de Plaza de Mayo e non riportano documenti scritti, per cui ci asteniamo dal prendere una posizione in merito.

a cura di Censurati.it

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18 thoughts on “Plaza de Mayo, la protesta

  1. non ci sono leggi cui si possano appellare?? Mi sembra assurdo.. l’associazione puo’ essere denunciata per truffa, e’ sicuro..

    Gia’ la truffa e’ una azione riprovevole.. truffare poi delle persone gia’ cosi’ duramente provate dalla storia.. bhe, fate voi..

  2. Scusa, abito in Buenos Aires, e questo gruppo denominato “Madres de Plaza de Mayo” conformano una piccola parte della nera storia argentina, col suo contributo alla guerra visuta tra 1976 e 1982, appoggiando i guerriglieri, e cercando la “rivoluzione comunista”.

    Ancora, per parlare di qualcuno, prima bisogna informarsi.

  3. Risposta all’abitante di BAires

    E’ vero le Madres conformano una piccola parte della nera storia argentina loro malgrado.. Sono, infatti, le madri dei desaparecidos…

    Dici che sono coloro che appoggiavano i guerriglieri… beh.. il CONADEP ha ampiamente dimostrato che i desaparecidos (9000 ufficiali e 30.000 ipotizzati)nn erano solo guerriglieri, ma soprattutto gente comune, che nn ha mai avuto niente a che fare con la politica o la lotta armata (“Noche de los l·pices” quando furono arrestati e quindi desaparecidos studenti di La Plata che chiedevano un abbassamento delle tariffe dei trasporti..sono questi i guerriglieri?)

    Come abitante di Baires saprai che mai Montoneros, ERP e FARC insieme hanno raggiunto tale cifra di combattenti, quindi giustificare la repressione con tali argomenti, mi pare un po’ eccessivo.

    L’argomentazione del pericolo di una “Rivoluzione marxista” in Argentina, ma in senso piu’ lato in tutto il SudAmerica, Ë stata il pretesto per il sostegno della CIA alle dittature militare di Argentina, Chile, Uruguay e Bolivia.

    IN realta’ la Storia contemporanea ci insegna che tali rivoluzioni nn erano possibili per il mancato appoggio della popolazioni alla lotta armata.

    Quando Videla &Co salirono al potere sia l’ERP che Montoneros erano sulla via del declino (l’arresto di Roberto Quieto avenne nei primi mesi del 76 e fu, forse, l’evento piu’ rappresentativo del declino di MOntoneros)

    Ma torniamo alle MAdres… la loro condizione era semplicemente di genitori di eventuali componenti di movimenti politici di sinistra e non di partecipazione ad alcuna forma di lotta per una ipotetica rivoluzione.

    Credo che in un Paese come L’Argentina sia necessario conoscere a fondo quali siano stati i veri orrori commessi e nn cercare di giustificarli come male minore.

  4. si bisogna punirli!!

    Ho appena finito di leggere il libro “Le irregolari” di Massimo Carlotto – e ho visto Carlotto in una serata dedicata alle madri di plaza de mayo a San lazzaro di Savena (bo) – Sono assolutamente d’accordo sul fatto che bisogna fare qualcosa perchË tutto ciÚ venga alla luce e perchË quei brutti bastardi dei torturatori vengano puniti…

    ciao Cinzia

  5. Nel coraggio di dire… ci vuole anche il coraggio (o almeno l’onest‡ intellettuale e morale del documentarsi). Vi Ë stata a Roma, organizzata con la rivista Avvenimenti, il 25 aprile di tre anni or sono un’iniziativa con le madri argentine: entusiasmante, meravigliosa, partecipata. Un’iniziativa anche con le madri (vedi la stampa di allora da repubblica ad avvenimenti, ad un passaggio televisivo, la stampa in genere, radio ecc.) perchË l’iniziativa era contro la guerra con collegamenti da Belgrado che subiva bombardamenti e alla stessa partecipavano associazioni italiane, la famiglia ALPI, madri curde, il comitato Baraldini ecc. L’aiasp era una (una) delle organizzazioni protagoniste ma anche quella che si era presa l’onere di fare il possibile per affrontare le spese non indifferenti. L’AIASP (rete di associazioni popolari) che ha tra i suoi iscritti ed iscritte comunit‡ straniere e militanti dÏ ogni continente, militanti e dirigenti di tutti i partiti della sinistra e teologi della liberazione e ha dato la propria tessera a Dussel e Allende, Sem Terra e militanti zapatisti, Alberto Granado e Gregoretti, Gabriella Guarino e Kusturica, Navarro e Franzoni Ë tra le poche (senza finanziamenti pubblici) che ha realizzato aiuti nelle zone di guerra andandoci, per Cuba e la Corea, la Somalia e il Mozambico ecc ecc. ecc. ottenendo una montagna incalcolabile di riconoscimenti soprattutto umani e attestati. Ora ritornando alla notizia bomba: destino ha voluto che nell’occasione (come purtroppo generalmente non si fa quando si Ë combattenti per un mondo migliore contro l’organizzazione mondiale delle disuguaglianze)con l’aiuto si sole sottoscrizioni volontarie (essendo il patrocinio del comune un fatto simbolico e non economico che tuttavia ha permesso alle madri di essere ospitate in alberghi al centro della citt‡ e servite in ristoranti borghesi)abbiamo dato alle madri che venivano da Bilbao con ricevuta originale che abbiamo e firmata dalla presidentessa soldi come se venissero dall’Argentina (andata e ritorno) e tra l’altro noi aspettavamo una madre e c’erano un signore e due madri e come risulta sempre da ricevuta originale (da noi fatta circolare) abbiamo rimborsato il tutto. Certo: ci siamo scaldati (perchË noi facciamo lotte e non siamo un’azienda e anche molti tra di noi, argentini e italiani, hanno i loro morti in famiglia) quando il conto chiedeva spese taxÏ inspiegabili, rimborsi eventuali spese mediche fino alla cifra totale di 4.062 sporchi dollari (perchË le lire non erano accette)ovvero otto milioni di lire che si aggiungevano alle spese dell’iniziativa. Con prestiti ulteriori abbiamo consegnato in cambio della ricevuta (che loro avevano predisposto) la cifra (tutta) e sottoscritta e documentata. Poi ci Ë stato chiesto quanto eravamo disposti a dare ulteriormente: a quel punto ci Ë sembrato ragionevole essere indignati! A nessuno puÚ essere permesso di trattare dei combattenti come managers e vedevamo smentita la bellezza di chi ci sembrava un “mito” disinteressato. Poi vedemmo circolare quel volantino che voi riportate. Gli artisti (tutti), le associazioni (tutte)con l’esclusione naturalmente di quella delle madri hanno sottoscritto le migliaia di volantini in risposta che smentiscono quanto si afferma e purtroppo per chi ha scritto simili invenzioni c’Ë il fatto che gli artisti sono tutti dell’aiasp e le associazioni aderenti nella rete associazioni popolari sempre dell’aiasp: quindi: come potevano indignarsi con se stessi? Ma questo chi ha scritto il volantino naturalmente non lo sapeva aggiungendo menzogna a disinformazione. Abbiamo scritto alle madri ricordandogli che a volte bisogna chiedere scusa, che non esistono onnipotenti e che il sacrificio delle associazioni italiane non Ë minore del loro perchË noi siamo qui e loro l‡. E hanno scritto gli artisti e le associazioni: tutto documentato. Per terminare: noi continueremo, come facciamo, nei campi rom e dovunque vi sia un’ingiustizia a lottare. Continueremo a portare avanti la lotta (e sono tanti i collegamenti che abbiamo con l’Argentina) per la giustizia e la verit‡ sul continente desaparecidos e lo faremo non solo (come alcuni “simboli” fanno) dentro un problema che ci Ë accaduto ma con quel disinteresse che dovrebbe appartenere ad ogni partigiano per un mondo nuovo e necessario. Siamo a totale disposizione (compresi i documenti, le copie dei giornali il giorno dopo con le madri che ci salutano, le spese affrontate e i debiti contratti, le dichiarazioni degli artisti e delle associazioni firmate, le lettere di solidariet‡ pervenute, la documentazione sulle tante battaglie portate avanti e qualcuna costataci anche cara con denunce per il Per? contro di noi o ridicoli attentati mentre eravamo impegnati contro l’usura ad esempio). Il nosro sito http://web.tiscalinet.it/aiasp la nostra sede Ë la Casa dei Popoli in ogni luogo e a Roma, la nostra e-mail aiasp@tiscalinet.it . Siamo rintracciabilissimi e sempre (a testa alta) nelle lotte (a Seattle, a genova, a Porto Alegre) con al fianco le compagne e le associazioni di ogni continenti con le quali pubblicamente operiamo. E nonostante l’amarezza di questa cosa riteniamo importante la lotta che le madri (ma anche le nonne e i figli, anche il PL o il PCA, il PRT e le associaizoni per i diritti umani, il comitato bolivariano al quale abbiamo inviato iniziative, rappresentanti del FZLN che ci abbracciano e sono stati con noi in questi giorni, i Senza Casa del Brasile che sono stati ancora con noi lo scorso mese, e i compagni in Cile ecc. ecc.) portano avanti… chiss‡ che non ci sia lo zampino di qualcuno che invece di unire i resistenti della Terra lavora per dividere un pÚ come fa il padrone e abbia tentato di gettare in un tranello chi ha capito che l’unica battaglia persa Ë appunto quella che non si fa!

    Ines

    Fiorella

    Antonietta

    Enrica

    ecc. ecc.

    donne, militanti per un mondo migliore, MADRI anche noi! Anzi ci dispiace aver dato un riferimento con il nome perchË le piazze vere sono riempite da tanti senza nome, senza volto e senza voce e noi preferiamo perderci e confonderci con questa parte meravigliosa del popolo degli uomini e delle donne che insegue un progetto di liberazione al plurale e ha meno sostegno, finanziamenti, rimborsi di tanti altri combattenti e che tuttavia non si tira in disparte dinanzi a qualsiasi delusione.

  6. OGNI COMMENTO è VANO QUANDO SIU TRATTA DI DEFINIRE UN TALE SCANDALO. POSSO SOLO DIRE “BUONA FORTUNA” A TODAS LAS MUJERES DE PLAZA DE MAYO. EMILIA MARCHI.

  7. trabajadores del diario metro realizan un escrache en la Embajada de Suecia,Viernes 15 de Marzo a las 12 hs,Tacuari 147.

    Por favor distribuir la informacion y contamos con su solidaridad. Los trabajadores del diario Metro Argentina repudiamos y responsabilizamos al gobierno de Suecia por no evitar el avasallamiento de nuestros derechos humanos, sociales y laborales por parte de un grupo empresario sueco como Metro International, que preside Pelle

    Tornberg. Exigimos a las autoridades suecas que

    intervengan en el conflicto para que se nos paguen los sueldos e indemizaciones, conforme a la legislación laboral vigente en Argentina.

    Escrache en la Embajada de Suecia,Viernes 15 de Marzo a las 12 hs,Tacuari 147.

    Por favor distribuir la informacion y contamos con su solidaridad.Muchas Gracias

    Trabajadors del Diario Metro

  8. Cronaca di una RIVOLUZIONE ANNUNCIATA ………

    Ya está en camino la Marcha Piquetera Nacional que culminará el viernes 15 en Plaza de Mayo.

    Ya está en camino la Marcha Piquetera Nacional que culminará el viernes 15 en Plaza de Mayo. Su común denominador es la gran simpatía y solidaridad que recoge en la población. No hay cierres de comercios ni prevenciones sino aprobación y aplausos, solidaridad en comida y hospedajes al paso, para una marcha que está hecha verdaderamente sin recursos, a pata y pulmón.

    Arrancó de Salta

    Un gran acto de 500 compañeros recibió a la delegación de Salta que pasó por Tucumán. En la marcha desde la Plaza San Martín a la Plaza Independencia participaron Barrios de Pie, centros de estudiantes, docentes de todos los ciclos, Izquierda Unida y una gran columna del Polo Obrero de Tucumán.

    Hablaron compañeros tucumanos y Silvia Barraza, de Tartagal; Héctor Rasguido, de Orán, y Pepe Saravia, de la Interbarrial de Salta capital; cerró el acto el compañero Daniel Blanco. Luego de recoger una gran solidaridad, se sumó al micro del Norte de Salta otro repleto de delegados tucumanos de las localidades de San Pablo, Tafí Viejo, Barrio Belgrano y Los Ralos, entre otros. Mientras tanto, en Tucumán, el Polo Obrero y el Mijd preparan una gran movilización de Santa Lucía, Acheral y Famaillá, que arribará el día viernes para integrarse a la Columna Norte de la Marcha.

    Arrancó de Cordoba

    Desde San Lorenzo, en Santa Fe, la Marcha arrancó con una gran fuerza, con un acto de recepción al micro de delegados de Cruz del Eje y de Córdoba capital, al cual concurrió todo el gremio municipal de San Lorenzo, que se encuentra en paro por tiempo indeterminado con piquetes y decenas de trabajadores industriales del cordón, docentes y una nutrida concurrencia del movimiento ‘‘Trabajadores Desocupados en Lucha’’. Hablaron Nina Peloso, del MIJD; Néstor Pitrola, del Polo Obrero, y Edgardo Quiroga, de la CGT San Lorenzo. Luego de almorzar en el camping de Empleados de Comercio de Rosario, se realizó una marcha desde Plaza San Martín a la Plaza 25 de Mayo, donde se congregaron más de 600 compañeros, con la presencia de una decena de barrios. Hablaron representantes de Córdoba y de Rosario y los dirigentes que encabezan la marcha. El Polo Obrero aportó una columna de 300 compañeros.

    Arrancó de Mar del Plata

    Desde Mar del Plata, una columna del Polo Obrero, MTR, Mijd y MTL, realizó un acto frente al municipio y una marcha por la ciudad. Pocas horas más tarde, se dirigió a la plaza principal de Dolores, y posteriormente a Chascomús, donde también se realizó una marcha y un acto, siendo recibidos por las autoridades municipales.

    Está saliendo una importante delegación de Neuquén, que hará un acto en Bahía Blanca el día 14, para arribar el viernes a la Plaza de Mayo.

    Arrancó desde San Luis y Junin

    En Mercedes, la marcha se inició con un acto en la plaza central, donde fueron recibidos los compañeros de San Luis, Junín, Suipacha, San Antonio de Areco, Chivilcoy y otros pueblos de la zona. Hablaron dirigentes locales y José Villalba, del Futrade de La Matanza. Luego de almorzar en la Universidad de Luján, se realizó una marcha que abrazó el hospital público y terminó con un acto en el municipio, con la participación de oradores locales y los dirigentes de la Columna Oeste. Para hoy, miércoles 13, está prevista la salida, desde Jujuy, Chaco, Neuquén, Río Negro, Mendoza y Corrientes, de nuevas delegaciones que se sumarán en los tramos finales a las columnas de la Marcha Piquetera, que se va a transformando en una Gran Marcha Nacional por pan y trabajo y por que se vayan todos.

    http://www.po.org.ar/marcha/mnt.htm

  9. Non esrtanea alla vicenda “CORRALITO” l´infame fascista Banca Nazionale del Lavoro (BNL).

    Qui sará o RIVOLUZIONE o GUERRA CIVILE: il presidente Duhalde teme anarchia e bagni di sangue come sempre é successo da queste parti …VIENEN LLEGANDO, LA MARCHA FEDERAL PIQUETERA by judas 5:28am Thu Mar 14 ’02

    La marcha federal del 94 o 95 estaba encabezada por las pymes. Hoy, la encabezan los convocantes a la clasista y revolucionarioa Asamblea Nacional de trabajadores ocupados y desocupados.

    1- PIQUETE EN MARCHA

    Las 3 columnas del Bloque Piquetero Nacional son recibidas calurosamente en todo el país

    (Celeste Neyra – Red Eco) Argentina- Desde el norte, oeste y sur del país las marchas del Bloque Piquetero Nacional junto al MIJD (Movimiento Independiente de Jubilados y Desocupados) realizan actos frente a fábricas y edificios públicos y cortan rutas recibiendo el apoyo de los trabajadores ocupados y desocupados y de las asambleas vecinales de los distintos lugares. La marcha del Norte partió el día 12 del Polo Industrial San Lorenzo (Pcia. de Santa Fe) donde se unieron las columnas de Jujuy, Tucumán, Santiago del Estero, Catamarca, Salta, Chaco, Paraná, Santa Fe y Córdoba. El mismo día los piqueteros fueron recibidos en Rosario por una multitudinaria manifestación, organizada por movimientos de desocupados y ocupados del lugar. Durante la intensa jornada de hoy se desarrollaron distintos actos. Por la mañana se realizó un corte de ruta en Villa Gobernador Gálvez (Pcia. de Santa Fe), donde recibieron el apoyo de los empleados municipales del lugar que se encuentran en estado de lucha. Más tarde se realizaron actos en la Puerta de Acindar de Villa Constitución, en la Plaza Central de San Nicolás, en Zárate, en Campana y frente a la Papelera del Plata. Pasado el mediodía una olla popular los esperó en el Club Ribera del Paraná, organizada por los vecinos y trabajadores de la zona.

    El Norte confluirá el día viernes cuando llegue a Retiro el tren gestionado por el Movimiento Piquetero para trasladar en sus 7 vagones, a los que partirán el jueves a las 7 de la mañana de Tucumán. Además de quienes se sumen en el recorrido por: Santiago del Estero, Rafaela (donde se subirán al tren los que vienen de Córdoba), Rosario y San Nicolás. Por otro lado llegará un camión que viene de la Mesopotamia trasladando a integrantes del MIJD y los micros de Chaco y Corrientes. Ya en Buenos Aires, en Plaza Italia, comenzarán a marchar hacia Plaza Congreso para reunirse con las otras dos columnas a las 13 hs. del viernes. La marcha del Oeste partió el día 11 de Mendoza. Según informó a la Red Eco José Villalba, participante de la columna del Oeste, “en todas las ciudades tuvimos un gran recibimiento, esta marcha es distinta a las anteriores, tenemos muchas expectativas”. En su recorrido por Junín, Pehuajó, Suipacha, Mercedes, Luján, General Rodríguez, Moreno y Merlo fueron recibidos calurosamente por vecinos que colaboraron con la comida y las bebidas. En la mañana de hoy los vecinos de Moreno esperaban a la columna piquetera frente al Municipio, luego marcharon al hospital del partido en defensa de la Salud Pública. Durante la tarde se reunieron también con la golpeada asamblea de Merlo y la de Padua y se están preparando para pasar la noche en Morón.

    Mañana realizarán actos en la estación de Morón, marchando hasta San Justo. A las 16 hs. participarán del acto en defensa del Hospital Posadas, y por último se concentrarán en la Unión Ferroviaria de Haedo. Cuando el viernes amanezca comenzarán a encontrarse en Liniers para emprender la marcha a Congreso.

    El lunes pasado los manifestantes del sur partieron desde Río Turbio, Río Gallegos, Caleta Olivia, Comodoro Rivadavia y Neuquen. Los grupos de Río Turbio, Río Negro y Neuquen se encontraron en Mar del Plata el martes donde realizaron una marcha por la Av. Luro. Hoy partieron de Chascomús hacia La Plata, donde fueron recibidos por cientos de manifestantes de la Coordinadora Aníbal Verón, que se sumaron a la columna. Durante todo el día se realizaron actos frente a los edificios públicos de La Plata, en solidaridad con los trabajadores estatales y contra la política del Gobierno. Para mañana se espera la confluencia con el grupo piquetero Teresa Rodríguez en un acto que se realizará en Florencio Varela. Luego pasarán por la municipalidad de Berazategui y por la plaza de Lomas de Zamora. Para terminar el día marcharán desde la estación Lanús hasta Avellaneda y llegada la noche los albergará el puente Pueyrredón desde donde partirán el viernes hasta el Congreso. El viernes 15 las tres columnas se reunirán en congreso, para marchar a partir de las tres de la tarde hacia Plaza de Mayo acompañados por las Asambleas Barriales. El factor común de todas las manifestaciones que se desarrollaron a lo largo del país, fue sin duda, el caluroso y solidario recibimiento que en cada ciudad, partido y barrio les han brindado. Sumando en total, una importante multitud que demostró su apoyo a esta Marcha Nacional Piquetera.

  10. Hai raggione: ogni commento é vano, porci sfruttatori …

    Esto fue escrito el 24 de Febrero – Lamentablemente parece que era acertado. Donde dice Hadad o TN agregar LaNacion. ES interesante ver como la crisis hace que varios medios “muestren la hilacha”.

    Situación al 24/Feb/2002

    Estimados Amigos:

    Los tiempos se aceleran. Todo parece confluir hacia un desenlace a mediados de Marzo. La situación social empeora. El sistema de salud está colapsando. La reacudación fiscal es mucho menor de lo que confiesan fuentes oficiales. El gobierno no tiene ni tendrá moneda suficiente para pagar los sueldos estatales completos de Febrero. Esto implica un peligroso aumento de tensión social para la segunda semana de Marzo.

    Hay algunos intentos incompletos de crear una Tercer Moneda (la salida real a esta crisis). La camara de Senadores dio media sanción a un proyecto de Ley que prácticamente transforma el bono LECOP en una MONEDA, dándole poder de cancelar impuestos, servicios y tarjetas de crédito. De todas formas faltaría aun una monetización (emisión) de aprox 15 mil millones, con distribución adecuada (a jubilados y desocupados) y algún límite estricto a la emisión (dificil) para no caer en la hiperinflación por sobre-emisión y acompañar todo esto con una desdolarización con control de cambios (incluso prohibición de compra de dólares, medida también difícil) para evitar una corrida “cantada” hacia el dolar lo que nos llevaría a hiperinflación por devaluación.Por otro lado, el poder financiero internacional (PFI) no tiene intenciones de enviar fondos en dolares (en realidad innecesarios si se sale de la crisis con moneda propia).Varias lineas de acontecimientos donde hay intereses del PFI parecen confluir en un climax para mediados de marzo:

    La situación Argentina.

    La ofensiva con participación de EEUU en Colombia.

    La desestabilización de Chavez, en Venezuela.

    El ataque contra el PT para evitar que Lula llegue a la presidencia en Brasil (Ya van varios intendentes/concejales del PT asesinados).

    El PFI parece buscar una situación de levantamientos y guerra de baja intensidad en toda la región. Los puntos en juego parcen ser: Recursos naturales (petróleo y agua), control económico (dolarización), supremacía comercial (ALCA) y control político (relaciones carnales).

    El plan más probable que el PFI tiene para Argentina puede ser:

    Caida de Duhalde en medio de grandes conflictos sociales.

    Esperarán/Producirán varios muertos para crear la “necesidad” de una pacificación.

    Circularán rumores y noticias sobre la presencia de “terroristas” en Argentina. Todo aquel que se oponga a los PFI será tildado de terrorista o relacionado con algún grupo. (Es el mecanismo estándar según el Manual del Globalizador Aplicado). EEUU amenazará con intervención.

    “Pacificación” (algunos muertos más) con tropas de la ONU pero de paises latinoamericanos (Brasil, Peru, Ecuador).

    Gobierno Civico-Militar. No importa quien oficie de presidente si no quien oficie de MINISTRO DE ECONOMIA (para mas informacion consultar los ultimos 25 años de historia argentina)

    Quien sea ministro sera algún Neo-liberal, aún no totalmente quemado, a quien lo medios le harán propaganda positiva en los próximos días. (Estar atentos, vean a quien alaban TN o Hadad y verán al candidato a ministro).

    Quien resulte ministro (agente del PFI) impondrá una DOLARIZACIÓN. Apenas impuesta la dolarización, el PFI enviará 15 mil millones de dólares a Argentina. Con ese dinero se planea compensar a banqueros y eliminar parte del corralito, calmando (comprando) a la clase media. Volveremos a la situación de Julio del 2000 aproximadamente. Clase media tranquila y cerca de 10 millones de pobres. Habrá cierta reactivación por la monetización de 15 mil millones de U$S. Esa “monetización” es en realidad MAS DEUDA, cuyos intereses pagará la Argentina eternamente, convertida en colonia Financiera dolarizada.

    Con la clase media tranquila, los 10 millones de pobres segirán pobres y a la larga morirán en silencio. (similar a la situacion durante el 2000) A largo plazo planean que Argentina sea una colonia dolarizada de 20 millones de “habitantes locales” (sudacas), que pagarán un diezmo (intereses de la deuda externa-eterna) de 20 mil millones/año. Se desea mantener la población por debajo de 20 millones de habitantes para no consumir el espacio ni los recursos naturales de la región, reservados para el “Primer Mundo”.

    Espero sinceramente que podamos evitar este curso de los acontecimientos. De no aplicarse inmediatamente un plan financiero-monetario de emergencia (ver http://nuevasbases.org/REFORMAFINANCIERA ) el levantamiento social en Argentina parece inevitable. En el plano político lo necesario será preparar una salida organizada y democrática a la caída de Duhalde, evitando la “pacificación” y SOBRE TODO evitando la “dolarización”, objetivo real del PFI. Mandar a hacer las valijas y que vuelvan a sus casas a los asesores del FMI que pululan por la casa de gobierno, según promueve Zamora sería una medida muy sana.

    NuevasBases.org

  11. Terrible: La Nación habla de La Argentina y los derechos humanos en editorial

    by Andrés 3:22am Thu Mar 14 ’02

    Otra editorial fascista; dice: Más preocupantes son las precisas y documentadas denuncias (de Human Rights Watch) sobre el denominado `gatillo fácil´. Lamentablemente, no han sido evaluadas en el actual contexto de impresionante crecimiento de la violencia delictiva y del asesinato sistemático de miembros de las fuerzas del orden.

    Hace pocos días se conoció el informe anual del Departamento de Estado de los Estados Unidos sobre la situación de los derechos humanos en el mundo, que abarca más de 200 países e incluye temas que van desde la integridad física de las personas hasta sus libertades políticas, sindicales o religiosas. Este año la sección correspondiente a nuestro país ha suscitado razonable inquietud por haber difundido múltiples denuncias sobre violencia policial, el gatillo fácil de sus miembros y la deplorable situación de nuestra Justicia y el sistema carcelario. El tema requiere, empero, algunas precisiones. Concentrarse -como lo hace el informe- sólo en el registro de ciertos actos lesivos para los derechos humanos, sin analizar el contexto en el que esos hechos se han generado, puede conducir a conclusiones erróneas. El brutal atentado del 11 de septiembre y la inmediata decisión de castigarlo, sin juicio previo ni autoría claramente definida por tribunal alguno, han puesto a los Estados Unidos en una encrucijada ética. Justamente, se habría retrasado la difusión de la versión final del informe, revisada personalmente por el secretario de Estado Powell, debido a las acusaciones contra los propios Estados Unidos por violaciones a los derechos humanos en el tratamiento de los prisioneros talibanes en Guantánamo. De hecho, se sabe que algunos comentarios del informe sobre el juzgamiento de terroristas por tribunales militares en Egipto fueron suavizados. Es que resulta difícil para los Estados Unidos actuar a la vez como guardianes de la seguridad del mundo, como agentes de la policía internacional, como custodios de los intereses norteamericanos y, al mismo tiempo, como jueces éticos imparciales del acatamiento de las normas que amparan los derechos humanos. Así, no parece equitativo que se reconozca como prisioneros políticos a los terroristas de La Tablada y no se les aplique la misma calificación a los norteamericanos apresados por colaborar con Al-Qaeda. El informe sobre la Argentina es más extenso que otros años y superior al promedio. Es, por ejemplo, casi tan largo como el de Cuba. En cuanto a la situación de la Justicia, lamentablemente no hay variaciones significativas respecto de los informes de los años anteriores.

    Es alentadora para nuestro país la refirmación de que no han existido violaciones en materia de libertades esenciales, como la de asociarse, de reunirse, de practicar la religión y de prensa, si bien asoman algunos síntomas inquietantes. Comparado con la situación que imperaba hace algunas décadas, lo informado en esta oportunidad demuestra los frutos positivos de la democracia.

    No nos consuela que las referencias sobre la violencia policial y la represión de manifestaciones se asemejen a otros países, como Francia y Gran Bretaña. O a la actuación de las policías que tuvieron que enfrentar a turbas desbordadas en las cumbres de Seattle y Génova -con un manifestante muerto- o en el Mundial de Francia. Más preocupantes son las precisas y documentadas denuncias sobre el denominado `gatillo fácil´. Lamentablemente, no han sido evaluadas en el actual contexto de impresionante crecimiento de la violencia delictiva y del asesinato sistemático de miembros de las fuerzas del orden, fenómeno que ha superado los registros históricos argentinos. Ello de ningún modo justifica, desde luego, el abuso policial, pero sugiere la existencia de causas profundas que el informe no ha tomado en cuenta, relacionadas -por ejemplo- con el lugar que ocupa el miedo, en ciertos procesos, como condicionante de la conducta humana. Tampoco son objetivas las referencias a la represión del 20 de diciembre último, no solamente porque el tema está aún bajo investigación judicial, sino porque, lamentablemente, se trata de un asunto que ha sido politizado por la cuestionada actuación de la magistrada interviniente, quien ha limitado la investigación sólo a la represión, omitiendo la actitud de quienes desencadenaron los disturbios. Recientes imágenes televisivas, que mostraron a un grupo de policías acorralados dentro de un banco y defendiéndose de los ataques de algunos manifestantes, no se compadecen con la versión de que se reprimió con brutalidad a un pueblo que protestaba pacíficamente. Con todo, aun superando algunos errores conceptuales, el informe proporciona una herramienta de trabajo útil para medir nuestra situación en relación con los derechos humanos y para pensar de qué modo podríamos mejorarla.

    LA NACION | 14/03/2002 | Página 16 | Opinión

    http://www.lanacion.com.ar/02/03/14/do_380657.a...

  12. CACEROLAZO INTERBARRIAL EN SAN MARTÍN

    by ASAMBLEA INTERBARRIAL DE SAN MARTIN 2:04am Thu Mar 14 ’02

    phone: 47653-5987 agenciawalsh@yahoo.com.ar

    EL viernes 15 de marzo se realizará la primer concentración convocada por la Asamblea Interbarrial de San Martín. Así lo dicidieron las doce asambleas bariales que se reunieron el lunes en la plaza principal del distrito. Partirán columnas desde los barrios más importantes hasta la plaza.

    PRIMER CACEROLAZO MUNICIPAL

    San Martín, Martes 12 de marzo de 2002. Ayer lunes 11 de marzo, la Asamblea Interbarrial de San Martín definió los últimos detalles del “cacerolazo municipal” que se realizará el próximo viernes 15 de marzo a las 20:00 Hs. en la plaza San Martín. Participaron de la reunión delegados y vecinos de 12 (doce) asambleas barriales de la zona. Se acordó concentrar en distintos puntos de la localidad, decididos por cada asamblea (Ballester, San Andrés, etc.), para luego marchar hacia la plaza principal del distrito. Las consignas centrales de la concentración serán:

    * Salud y educación para todos, gratuita e igualitaria.

    * Trabajo y salario dignos para todos.

    * Que se abran las fábricas.

    * No al convenio de la municipalidad con Edenor.

    * Control vecinal de la gestión municipal.

    * Fuera la corte Suprema.

    ASAMBLEA INTERBARRIAL DE SAN MARTÍN

    (Asambleas de: S. Martín de Porres; Pza. Mitre; Villa Ballester; Htal. Belgrano; V. Libertad; V. Lynch; S. Andrés (Estación); S. Andrés (Pza. Alem); S. Andrés (S. Lorenzo); S. Martín Ctro; Vecinos del Htal. Thompson; San Martín (Suipacha) )

  13. DESOCUPADOS ESCRACHAN BOLSA DE COMERCIO

    by Agencia AyC 10:10am Wed Mar 13 ’02

    agenciaayc@ciudad.com.ar

    SOLICITAN UN TRABAJO LEGITIMO EN FORMA URGENTE

    Desocupados del Movimiento Sin Trabajo “Teresa Vive”, se hallan frente a la Bolsa de Comercio, bajo la consigna “que la crisis la paguen los bancos y no los desocupados y el pueblos”; “a Duhalde no le creemos, promete mas planes trabajar y subsidios que solo llegan a los punteros politicos, comentaba un dirigente de este movimiento”.

    Los mismos en estos momentos se dirigen a la casa de la provincia de Salta, lugar en donde se uniran con organizaciones piqueteras.

  14. VIERNES 15 MOTINAZO NACIONAL !!!!

    No Consumir ninguno de estos productos el viernes 15 de marzo !!!!.-

    Servicio de telefonía más caro del mundo pero…..

    AUMENTAMOS LA TARIFA

    Tenemos pozos petroleros en el país pero………..

    AUMENTAMOS LA NAFTA

    Tenemos trigo en el país pero……………………….

    AUMENTAMOS LA HARINA

    Tenemos laboratorios en el pais pero…………….

    AUMENTAMOS LOS REMEDIOS

    TOTAL……….el pueblo patalea un rato……..

    aguanta y paga………….

    EL PUEBLO DICE BASTA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Por eso el viernes 15 de marzo No Consumir ninguno de estos productos !!!!

    agregue sus comentarios

    boicott prolongado

    by TZE 2:23pm Wed Mar 13 ’02

    Me parece buena la propuesta, pero creo que el boicott debería ser prolongado. Lo difícil es que hay artículos de primerísima necesidad (aceite, harina, remedios, etc.) que habría que asegurarse de que, sin comprarlos a expendedores comerciales, de todos modos lleguen a los que más necesitan. Esto lo podrían organizar de una vez por todas los partidarios de la “protesta pacífica”, en lugar de macartear a los que creemos que una piedra no siempre está fuera de lugar.

    El boicott comercial es uno de los instrumentos más poderosos de los movimientos que abogan por la no violencia (boicott de gandhi a los tejidos fabricados en inglaterra, de los negros de alabama a la compañía de transportes, de los franceses a telecom, de los suizos al chocolate de la EU y de los yankees al pescado producido por los buque-factoría japoneses que arrasan aquí también…) todos los anteriormente mencionados obtuvieron sus respectivos objetivos.

    Tenemos que aprender todavia

    by ANA 12:12am Thu Mar 14 ’02

    Vivo en un pequeño pueblo de los alpes, y siempre cuando veo a la gnete aca, que no compra cosas que ellos mismos podrian sembrar y hacer, pienso, cuando en la argentina haran lo mismo?Y no es por falta de dinero que lo hacen, es por la conciencia social de no gastar si ellos mismos pueden producir.Por ejemplo el intendente que gana un fangote de guita, despues de 9 horas de trabajo se va a su quinta, planta sus papas, cebollas, y tiene gallinas y chachos, en el verano, se preparan para el invierno, hacen sus propias mermeladas para no comprar en el supermercado.Yo al principüio pensaba:quemiserables! con la guita que tienen….pero aprendi, porque en este pueblo, los precios tuvieron que bajar un monton, a raiz de que cada habitante consume de su produccion, en un terreno que es muy arduo, porque solo hay 1 mes de verano.Mi refleccion atravez de los años es:porque argentina, con su tierra fertil y buena , la gente no hace lo mismo?estamos acostumbrados a consumir y no producir? En una visita que hice a argentina, visite a una amiga, que segun ella, no tenia ni para invitarme a una ensalada de tomates(no tenian trabajo) pero en su casa , tenian un terrible terreno, con un parrillero y una terrible pileta de natacion! yo les propuse, que les hacia una quinta,y les regalaba un par de gallinas.La respuesta fue:LAS GALLINAS SON MUY SUCIAS, Y LA QUINTA MUCHO TRABAJO!!!mi reflexion fue, para mis adentros:muy bien como estan, que se jodan, no quieren aprender ni laburar, prefieren lamentarse a trabajar su propia tierra.Yo creo, que si algunas vez, volviera a argentina, nunca me moriria de hambre, por todo lo aprendido aqui,este no es el paraiso, pero hay actitudes que nos hacen reflexionar sobre nuestra mentalidad! Saludos

  15. BUENOS AIRES, ARRAKIS (corregido)

    by Muad’Dib 11:19am Wed Mar 13 ’02

    [el envío anterior sufrió un choque de codificaciones de texto, entre UTF-8 e ISO-8859-1 🙁 ]

    ¿Tiempos de Cambio?

    Dunas de espíritus estériles

    en una absoluta aridez del alma.

    Los pocos, minúsculos despojos

    de ingenio, fantasía,

    esperanza,

    se deshacen como el escueto rocío

    al ardor del sol de la mañana. Sólo lo `redituable’ es detectado en

    los sensores de la maquinaria extractiva burocrática. Se posa

    oprimiendo todo a su paso y exprime la escencia lucrativa que no

    comprende y la envenena, lentamente.

    Nunca una gota de lluvia sobre Arrakis;

    nunca una lágrima en la hipohumanidad marchita.

    Nunca la generosa embriguez de una nube que se desborda:

    en la reseca miseria oficial

    se acapara hasta la mierda.

    Sólo los tontos lloran

    en Buenos Aires, Arrakis.

    Pero un espíritu indómito se agazapa entre las rocas;

    rojo su cuchillo de mediocre sangre enemiga;

    aguas vertidas, nunca en vano.

    Un fantasma viviente, o ya casi.

    Corpóreo de sueños cristalizados y fantasías defendidas.

    A muerte, de ser necesario.

    A vida, por siempre.

    Un espectro de futuro, inquieto en el viento

    y en las volutas de la arena

    inconquistable por lo indeseable.

    A salvo de la codicia por la total carencia.

    Carencia, de todo lo no importante.

    Ojos agazapados en dobleces del tiempo,

    en espacios infinitos

    (ilusorios, pero sólo para mentes mutiladas);

    que observan, y aprenden, y esperan.

    Influuencian la caída de un grano, la dirección de una sombra

    que cubre al rocío.

    Futuros quasiperfectos influyen presentes imperfectos;

    imposibles lejanos se vuelven posibles a sí mismos

    modificando en el tiempo

    las cosas que a nadie importan;

    y las vuelven cruciales, cabales.

    La diferente caída de un grano

    inclina la avalancha.

    Y lo imaginario se coagula real

    como sangre en la arena.

    Y como polvo depreciado, despreocupado,

    se acumula magia en las preparadas hendijas.

    Un tesoro acurrucado en una rendija;

    una nada infinita;

    una promesa que se cuida, se cobija,

    y cumple a sí misma.

    Y los dioses se crean a sí mismos

    en una reseca hondonada

    entre rocas abandonadas.

    Y así germina la vida del futuro

    instigada por el futuro.

    Paradoja indetectable

    en la retícula sensora

    de la pericia intrascendente de las leyes,

    ciega hasta a sí misma.

    Y a su propia ceguera titulada.

    Hilos causales como hifas en el tiempo;

    se anastomosan y se autonutren

    en la recursividad autoamplificante de su bucle.

    Y se fortalecen, ignorados.

    Y estrangulan presente-pasado.

    Con cada vuelta del bucle imposible

    la matriz transhumana se refuerza,

    en la retroalimantación paradójica

    de una nueva vida que se vuelve posible,

    y se comienza

    deslumbrante en las sombras.

    Y el mañana en siempre se cuela lentamente,

    y se retuerce sobre sí mismo en su bucle moébico.

    Y se vuelve

    casi, casi, casi ahora.

  16. Personalmente e con l’organizzazione con la quale collaboro abbiamo potuto avere come ospiti alle MADRI nel 2000. Purtroppo già avevano sentito qualcosa di quello che è sucesso adesso.Già allora avevamo sentito qualcosa di quello che già era successo purtroppo si è ripetuto. Peccato che quando organizzazioni piccole ma con grinta e voglia di fare sapere quello che è successo in Argentina durante la dittatura e apoggiare la lotta siamo stati scualificati di proprio quelli che vivono dei caduti. Chi vuole capire capisca, e sono parecchi, tutti in Italia.

    Furio Ottomani (Acqui Terme)

  17. proprio tu che vivi a baires dovresti sapere quante morti inutuli a causato il cosiddetto “processo di riorganizzazzione nazionale” guidato da Videla & C. e di come le vittime furono solo in minima parte guerriglieri e di come molti,giovani e giovanissimi, furono torturati ,ammazzati e derubati solo per essere stati più vicino al popolo che all’esercito.
    Parli anche di rivoluzione comunista nonostante i due principali gruppi guerriglieri furono l’ ERP (trozkista) e Montoneros (peronisti) che furono sempre ostili al partito comunista argentino e quando l’unione sovietica dopo il 1979 strinse ottimi accordi commerciali con i generali argentini contribuendo alla sopravvivenza del regime.
    Credo che il tuo grande paese potrà essere più democratico solo quando giustizia verrà fatta e le migliaia di morti potranno riposare in pace.

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