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Padroni di niente, servi di nessuno

Buone notizie!!!

Presentato dai ricercatori della Sapienza il prototipo di un veicolo
a idrogeno che può trasformarsi in taxi collettivo o scuolabus
Il motore che non inquina
e non si ferma mai

ROMA – Un veicolo che non dorme mai e che non inquina mai: una struttura basata su un motore all’idrogeno su cui vengono montati abitacoli diversi in modo da trasformarlo di volta in volta in scuolabus, camioncino merci, taxi collettivo, furgone della nettezza urbana. È l’ultima invenzione presentata alla terza edizione di H2 Roma, l’appuntamento organizzato dal Cirps (il centro ricerca dell’università Sapienza di Roma), dall’Enea e dal Cnr.

La presenza di tutte le grandi case automobilistiche, che hanno schierato davanti al portone d’ingresso del Cnr una lunga fila di diverse macchine all’idrogeno, ha dato la misura di un impegno in continua crescita anche se attorno alla data in cui sarà disponibile la prima auto ad idrogeno a prezzi competitivi continua l’estenuante balletto di cifre: si va dal 2010 al 2030.
In realtà il problema principale ormai non riguarda tanto l’automobile quanto il sistema di produzione e distribuzione dell’idrogeno: lo si conserverà allo stato gassoso o liquido? E lo si ricaverà dagli idrocarburi o dall’acqua utilizzando fonti rinnovabili per la trasformazione?

Questi interrogativi non sciolti pesano sul futuro dell’automobile pulita e dell’intero sistema energetico, ancora bloccato sul consumo di petrolio che si sta configurando come una dipendenza sempre più rischiosa.

Se il settore automobilistico partisse potrebbe trainare una volata che coinvolgerebbe molti comparti industriali: da quello domestico alle centrali. L’idrogeno infatti potrebbe diventare un vettore energetico molto flessibile, in grado di abbattere l’inquinamento urbano e di costituire un serbatoio ideale per le energie rinnovabili (sole, vento, biomasse, mini-idro).

(12 ottobre 2004)

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