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Padroni di niente, servi di nessuno

esempi di buona laicit

La confusione

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18 thoughts on “esempi di buona laicit

  1. Colgo un certo livore anti-religioso nell’articolo. Forse mi sbaglio, forse sono solo un pazzo ma ho l’ardire di avvertire un’ombra di disprezza e di intolleranza.

    Non vedo il perch

  2. In questo gaio, gayesco, sfrontatamente nichilista, soddisfatto del suo laicismo, libertino, e per niente istruito paese, si assiste senza sosta – come nell’articolo di L. Menapace – alla riscrittura del cattolicesimo, e quindi di 2000 anni di storia, senza saper niente di cattolicesimo.
    Si parla di crociata senza sapere che cosa sia, che cosa sia avvenuto e perché, si ignora che i musulmani, per dovere coranico e il Corano è Legge, si mossero subito dopo la morte di Maometto all’invasione di terra cristiana.
    Perché il Mediorente era cristiano prima del jihad. Sant’Antonio abate, il primo eremita della cristianità, era egiziano, lui e gli altri Padri del deserto venivano dalla Palestina, dalla Siria, dall’Egitto, dal Maghreb, etc., Sant’Isacco era di Ninive e Ninive è l’attuale Mosul, di quel paese che è noto attualmente come Iraq etc.
    L’Europa rimase sotto assedio jihad dai primi decenni del 700 d.C. alla metà dell’900 d.C, entrando dalla Spagna, passeggiando, a vostro dire, su e giù per tutta l’Europa. I musulmani combatterono, il jihad è il jihad, ma le milizie europee seppero rispondere, i Crociati difesero l’Europa.
    La “vulgata” recente si guarda bene dall’informare sul profondo senso delle crociate, che furono anzitutto difensive, solo in seguito si partì alla riconquista del Santo Sepolcro, e fu solo una parentesi, finita la quale, quei figuri non smisero certo con la monomaniacale manìa di invaderci e torturarci, diedero vita a un impero, quello ottomano, che durò fino al 1700 o giù di lì.
    I sovrani, tra cui la non filoislamica e molto cattolica e quindi non politically correct Isabella, in ben più di un millennio, hanno salvato l’Europa da quella idea che Mohammed Usama bin Laden non si è proprio inventata: dar vita al grande Califfato con capitale Roma, ovvio. Se proprio vogliamo dir male di qualche monarca lo si dica di quell’idiota che era Luigi XIV, l’uomo più stupido e inutile della storia umana, il quale si guardò bene dall’unirsi con i suoi “colleghi” europei nel dare l’ultima sacrosanta legnata ai turchi.
    A gloria di Cristo e della sua Chiesa, avrebbe detto san Francesco d’Assisi.
    Sì perché la “vulgata” laicista e atea pretende di spiegare san Francesco tralasciando il fatto che era cristiano e cattolico e che pace, per i cattolici e i cristiani, è Pax.
    Non pace, ma Pace, ovvero Gesù Cristo.
    Si ignora con un’arroganza disarmante che san Francesco avrebbe voluto, si sarebbe speso (e allora lo fece) per un’ Europa cristiana, si ignora che san Francesco era un santo (non un laicista giacobino e zapateros), un innamorato di Cristo e della sua Chiesa, un integralista a vostro dire. Viveva della Verità, non di opinioni; parlava di peccato, e lo combatteva: non esita a riconoscere nelle oggi tante sbandierate pulsioni e libertà sessuali, l’impronta del “nimico dell’umana natura”, che è il diavolo, non Buttiglione (leggetevi la “Vita”, scritta dal Celano).
    L’allegrezza, la piena letizia in Francesco non veniva certo dall’esercizio del “faccio quello che voglio”, da un habitus, dalle paganeggianti giullarate come il nobel Fo va raccontando (il quale ignora che Francesco si ispiri a quella corrente eremitica cristiana, nata nelle laure palestinesi, nota come i “folli per Cristo”). La gioia, quella Vera, è dono dello Spirito Santo, un dono che va coltivato, così come il corpo, ci insegna Francesco, va domato – “frate asino” lo chiamava.
    Ed ai fratelli che “tra i musulmani e altri non credenti vogliono recarsi”, lascia regole ispirate al Vangelo (si leggano la “Regula”, sia quella in fase di elaborazione, la Regola non bollata, in particolare il frammento di Worcester, e quella Bollata): dirà loro di confessare d’essere cristiani, di annunziar il Vangelo “quando vedono che ciò piaccia al Signore”, e di esortare i non credenti a “credere in Dio Padre onnipotente e nel Figlio e nello Spirito Santo”. “Non facciano resistenza al malvagio”(cf. Matteo 5, 39), amino i nemici di Cristo (cf.Matteo 5, 44) testimonino apertamente Cristo e non abbiano a temere se come pecore saranno messi a morte dai lupi per amore di Lui(cf. Matteo 10, 16-32), piuttosto non si meraviglino se ciò dovesse accadere perché, dice Cristo: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi, ha odiato me…Chi odia me, odia anche il Padre mio.. Vi ho detto queste cose cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me” (Giovanni 15, 18; 15, 23; 16, 1-3).

    Soli Deo honor et gloria,
    ScalaClaustralium

  3. …strano però, neanche un accenno alla scomunica…

    E si, perchè da vivo Francesco è stato scomunicato, da morto è diventato santo….

    Nenche una considerazione seria sulle crociate (sono state tante e per motivi diversi sono state fatte, ma al tuo dogma questo non interessa….). al di là della lettura “fanatica” della Storia.

    Ma tant’è, tanto i fondamentalisti la Storia la riscrivono quando vogliono e come vogliono…..

    Sai, tu ed osama mi siete proprio antipatici, perchè non vi chiudete a chiave in un ring e non regolate le cose tra voi?

    Grazie!

    Sergio R.c.P.

  4. La sua nuova forma di vita non fu ben vista – fu il caso anche di Santa Teresa d’Avila e San Giovanni della Croce e la genesi del Carmelo riformato – : si ebbe l’impressione di aver a che fare con un qualcuno che la Chiesa la volesse distruggere. Francesco, si pensò, era un nuovo Pietro Valdo. Ma così mai fu per Francesco ed ebbe a dimostrarlo, voleva riformare i costumi della Chiesa; la rinnovò dall’interno. Non fu quel Lutero che la Chiesa andò a conoscere qualche secolo dopo e che ovviamente scomunicò. Francesco spese in effetti non poche energie perché la sua Regula fosse approvata dal pontefice Innocenzo III. E ci riuscì. E già in vita, all’Ordine maschile si affiancò quello femminile, capeggiato da Chiara. Gli scomunicati vengono espulsi dalla Chiesa, non gli si dà facoltà di monacarsi o di fondar addirittura un nuovo Ordine.

    ScalaClaustralium

  5. potresti darmi una delle tue fonti di documentazione?

    A me risulta che le cose non siano andate come dici tu, ma ovviamente posso sbagliarmi…..

    Sergio R.c.P.

  6. Davvero non conosci queste cose?
    Davvero non sai che Francesco ha fondato l’ordine dei frati minori?
    Sono informazioni di patrimonio comune, le conoscono anche i bambini. Le si imparano a scuola, non al catechismo. Non sono necessarie particolari fonti, basta prendere in mano un libro di storia.

    ScalaClaustralium

  7. ma è sbagliato che tu dia per scontato che io abbia la tua stessa cultura, la tua stessa religione ed i tuoi stessi libri di scuola….

    Io catechismo non l’ho fatto, caro, quindi se puoi per favore scendere dal pulpito e darmi le tue fonti, allora ti ringrazio sentitamente e ti assicuro che mi renderò edotto in merito.

    Se invece, nonostante il mio tono conciliante e le mie richieste di erudizione (non ti ho mica chiesto nulla di strano, sai, anzi, dovresti essere contento, ti ho chiesto di catechizzarmi….) tu preferisci continuare a polemizzare, beh, non so che dirti, pensavo che i precetti evangelici insegnassero altro.

    Ma si sa, io non ho studiato….

    Sergio R.c.P.

  8. finchè il nostro predicatore non avrà la disponibilità di rendermi maggiormente edotto in merito, finchè non mi illuminerà con un testo sul quale documentarmi, continuerò a ricordare vagamente ed imprecisamente che Innocenzo III scomunicò Francesco di Assisi.

    Che solo dopo la sua morte lo fecero santo perchè capirono l’importanza e la forza delle sue parole….

    Sono in attesa di ragguagli in merito….

    Sergio R.c.P.

  9. Quando scrivo un messaggio, mio caro Sergio, io tengo conto, soprattutto, del mio interlocutore, e a partire da questo punto, io poi scrivo.
    Nel caso specifico, avendo io compreso che tu non sia cristiano, ho, non a caso, precisato: “Davvero non sai che Francesco ha fondato l’ordine dei frati minori? Sono informazioni di patrimonio comune, le conoscono anche i bambini. Le si imparano a scuola, non al catechismo. Non sono necessarie particolari fonti, basta prendere in mano un libro di storia”. Quindi, ho dato per certo che tu sia a digiuno di catechismo, ma darti dell’ignorante, ovvero pensare che tu non abbia mai studiato storia a scuola – scuola pubblica, dove anch’io ho studiato -, sarebbe stato davvero stupido e arrogante da parte mia.

    Quando dico che tutti in Italia conoscono la storia di san Francesco d’Assisi, dico che tutti, cattolici o non cattolici, la conoscono. Perche’ si studia a scuola, punto.

    Ho detto “non al catechismo”.
    Tu invece che cosa scrivi, facendone addirittura il punto di critica?:
    “ma è sbagliato che tu dia per scontato che io abbia la tua stessa cultura, la tua stessa religione ed i tuoi stessi libri di scuola….
    Io catechismo non l’ho fatto, caro, quindi se puoi per favore scendere dal pulpito e darmi le tue fonti, allora ti ringrazio sentitamente e ti assicuro che mi renderò edotto in merito.
    Se invece, nonostante il mio tono conciliante e le mie richieste di erudizione (non ti ho mica chiesto nulla di strano, sai, anzi, dovresti essere contento, ti ho chiesto di catechizzarmi….) tu preferisci continuare a polemizzare, beh, non so che dirti, pensavo che i precetti evangelici insegnassero altro.”

    Non commento. Riconosco il semplice dato di fatto. Ignori deliberatamente ciò che scrivo, e lo fai polemicamente. Io porto dati, fatti. E non commento, rispondo ancora alla tua richiesta, a questo punto certa che tu non abbia un vago ricordo di ciò che tu hai appreso alla scuola dell’obbligo, ti informo. Non e’ necessario ricorrere alle “Fonti francescane” edite da EFR ( mi si darebbe della bigotta, giusto? Potrai però contestare l’esistenza del libro; ebbene, lo trovi anche su internetbookshop.it); nemmeno tirar fuori il volume di storia medievale, che sia quello delle scuole medie o delle superiori, un libro che tutti hanno in casa. Non utilizziamo questi desueti mezzi. Visto che siamo su internet, ricorriamo ad internet. Sei d’accordo? Un link bignamico tra tanti, anzi, il primo che risulta da google cercando: storia “san francesco” “innocenzo III”.
    Ecco il link
    http://www.eracle.it/eracle2004/letteratura_italiana_200/san_francesco.asp

    Ho calato abbastanza le braghe?

    ScalaClaustralium

  10. Ci voleva tanto?

    Sergio R.c.P.

    P.s. e che le braghe rimangano al loro posto!!!!

  11. forse nessuno di voi lo sa ma Francesco non ha mai preso i voti…….. [il resto dei contenuti sono stati censurati da antonella serafini] Un po’ di rispetto per chi è credente. Non ci interessa vomitare infamia su chiunque.
    —————————-

    forse il più grande di tutti i peccatori…di quersta epoca…

  12. Credo che non si debba confondere tra barriere religiose e barriere culturali. E’ una cattiva abitudine quella di dipingere in termini religiosi ciò che si potrebbe definire un limite culturale insormontabile (o una ricchezza a seconda dei punti di vista) di una popolazione o di una etnia. Il problema dei gay ecc. è cosa assai marginale e serve da specchietto per le allodole per chi vuole “stringere le fila” attorno alla chiesa sollevando temi scandalistici e cercando i procurarsi seguaci tra i “benpensanti” anche se scarsamente religiosi. I veri problemi “esistenziali” sono però altri e investono le dimensioni più profonde della vita. Esistono ad esempio ormai tecnologie mediche in grado di debellare malattie incurabili, ma c’è sempre una chiesa che insorge e blocca tutto accusando i ricercatori di sostituirsi a Dio che è l’unico autorizzato a fare miracoli. Quindi, se siete ammalati gravi, andate a Lourdes! Si pone il problema di consentire ad un individuo in piena libertà di scegliere di porre fine ad un vita ridotta ad una vergogna di sofferenza (eutanasia). Ed ecco anche qui levarsi un clamore di preti… Solo Dio è padrone della vita e della morte… Tu devi crepare marcendo tra sofferenze incredibili (però, se il tuo cavallo si azzoppa, lo puoi sopprimere) Si pensi al ruolo della donna, considerata forse un po’ più di quanto non la considerino i mussulmani (ma non di tanto)… La donna, non può dire messa! E’ perché mai, vi chiederete voi? C’è una risposta che è però di natura storica ed è forse poco conosciuta. Quella che noi chiamiamo “gerarchia cattolica” è semplicemente l’evoluzione storica della più antica casta sacerdotale mitraica, dalla quale ha ereditato parte della dottrina e anche della terminologia (nonché il cappello dei vescovi, che si chiama ancora “mitra”). Il culto di Mitra era però un culto solare e perciò non poteva essere amministrato da donne. E’ una curiosità… Bah! Insomma, per capirci meglio è che, appena passiamo le Alpi ed usciamo dal catino mediterraneo-mediorientale stentiamo molto a farci capire. Ci guardano con gli occhi sgranati. Anche il loro cristianesimo senza preti è assai diverso da quello di casa nostra. Anche la posizione sui problemi sociali pare diversa e più in armonia con lo spirito dei tempi e con una umanità che non assomiglia più a quella del medioevo. Per questo Buttiglione (credo) non è stato sostenuto nemmeno dai suoi colleghi di partito “cristiani” di cultura anglosassone.

  13. Carissimi Amici
    L’Appello all’ UNESCO : ” Infanzia, Patrimonio dell’Umanità ” è stato inoltrato formalmente all’Unesco ( Parigi) il 30 dicembre 2004, a Mr. Patrick Gallaud.Ora siamo tutti impegnati a diffonderlo in internet via email a tutti i nostri amici e a pubblicarlo nei siti per avere altre adesioni.

    Il 21 marzo 2005, il primo giorno di primavera, invieremo la lista definitiva di tutti coloro che lo avranno sottoscritto, all’Ufficio competente dell’Unesco. Grazie a tutti voi per la collaborazione.

    promotrici
    Nadia & Libera

    ADESIONI IN

    http://childm.splinder.com

    Infanzia, Patrimonio dell’Umanità
    WEB : http://childm.splinder.com

    “Occorre proteggere tutta l’ INFANZIA del mondo perchè essa è
    “Il cuore del Sacro “.
    Tutte le politiche devono convergere verso questo obiettivo.
    Noi sottoscritti CHIEDIAMO , a partire dal 30 dicembre 2004,
    che l’INFANZIA sia dichiarata ” PATRIMONIO DELL’UMANITA’ ”
    e la sua tutela, a cura di tutte le nazioni del mondo,
    dovra’ essere anteposta a qualsiasi altra tutela di beni materiali e
    immateriali.”
    sottoscrivi con una email : majlab@aliceposta.it

  14. Carissima Lidia,
    quello che tu affermi nel tuo gustosissimo articolo è sostanzialmente esatto ed anche facilmente spiegabile se poniamo la questione “religiosa” (e mi riferisco a qualsiasi religione, ma in primis quella cattolica) nella giusta ottica.
    La Chiesa Cattolica è una grande multinazionale e come tutte le grandi Holding è strutturata! Il suo prodotto è la Parola (fino a che punto ci credano alla bontà del prodotto anche i suoi stessi manager , è tutto da dimostrare) e le sue strategie di gestione aziendale non sono dissimili a quella di altri grandi Gruppi tipo “Coca-cola”, “Nike” o analoghi. Va da sè che, in questa prospettiva “Aziendale”, ogni tecnica di marketing e di concorrenza più o meno leale (fino al limite dell’aggiottaggio) con le altre “Ditte”, Stati compresi, risulta perfettamente comprensibile; a questo proposito consiglio a tutti la lettura dell’illuminante libretto “Gesù lava più bianco” di Bruno Ballardini, edito da Minimun Fax che sviscera la questione in modo del tutto esaustivo.

  15. COMUNICATO IN OCCASIONE DEI REFERENDUM

    SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA

    (Legge 40/2004)

    Tra pochi giorni donne e uomini italiani saranno chiamati ad esprimersi consapevolmente sulla eventuale modifica di una legge estremamente discussa, e per molti aspetti diversa dalle legislazioni di altri paesi europei. L’appuntamento referendario é complesso e delicato, particolarmente per la commistione di profili giuridici, etici, religiosi e scientifici in cui si inserisce; senza parlare del tecnicismo estremo dei quattro quesiti referendari. Complessità e tecnicismi che potrebbero con buona ragione portare alla decisione di non recarsi alle urne.

    Considerando i vasti schieramenti (politici, religiosi, di opinione) che in fondo non chiedono di schierarsi per il Si o per il NO ma, molto più semplicemente, invitano a non recarsi alle urne, possiamo ragionevolmente pensare che i dubbi e la disinformazione siano voluti.

    La fecondazione assistita e le svariate polemiche legate all’uso riproduttivo o terapeutico degli embrioni è tema che colpisce le coscienze. Non gli schieramenti e nemmeno le sole convinzioni politiche, etiche o di fede: è un argomento individuale. Ma se il dibattito sostituisse la ricerca dell’inizio della vita con l’individuazione di quando un organismo diventa persona, avremmo una prospettiva più concreta per chi cerca una risposta in una dialettica fondata in senso epistemologico, scientifico o anche in termini di convinzioni personali: per andare a votare consapevolmente.

    L’Associazione Telefono Rosa di Torino ritiene innanzitutto che debbano essere respinti gli inviti a non recarsi a votare. Ha senso infatti esprimere, come da più parti viene sollecitato, UN SI CHE, IN FONDO, NON CHIUDE NÉ LE POLEMICHE NÉ LE INCERTEZZE, MA CHE DI CERTO, SOPRATTUTTO PER LE DONNE, È FONTE DI LIBERTÀ E DIRITTI.

    Quattro “sì� anche per non sacrificare la possibilità di ogni cittadino di accedere nel proprio paese a tecnologie riproduttive; per non creare inammissibili discriminazioni di censo fondate sulla possibilità o meno di cercare all’estero soluzioni vietate in patria; e per non ostacolare la ricerca scientifica a fini terapeutici e diagnostici, con cui dare speranza a persone ammalate.

    Un invito a tutti i cittadini, e soprattutto alle donne, a recarsi a votare e votare SI ai 4 quesiti referendari per difendere la libertà di tutti gli individui di assumere responsabilmente decisioni etiche ed esistenziali, espressione della propria coscienza, nche grazie alla possibilità di utilizzo dei progressi positivi della scienza, anche grazie alla possibilità di utilizzo dei progressi positivi della scienza.

    Torino, maggio 2005

    TELEFONO ROSA di Torino

    Associazione Volontarie del Telefono Rosa

    Via Assietta 13/a – 10128 Torino

    11.530666/5628314 – fax 011.549184

    Telefono 0Internet: http://www.mandragola.com/tel_rosa

    e.mail: tel_rosa@show.it – telefonorosa@mandragola.com

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