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Padroni di niente, servi di nessuno

L’aggregazione sociale è un crimine

Questa frase è stata pronunciata dall’ufficiale nazista Joseph Goebbels durante il processo di Norimberga. In poche parole è riassunto tutto il meccanismo di propaganda e di plagio delle menti del Terzo Reich. Basta individuare un nemico e accusarlo di qualsiasi crimine o pericolo, e ripetere le falsità ‘cento, mille, un milione di volte’. La gente comincerà a crederci e qualsiasi menzogna si imporrà come verità.

Le falsità e le menzogne, le strumentalizzazioni che in questi mesi stanno colpendo l’ARCI e i suoi circoli non possono che far pensare ad una colossale opera di insulto e attacco degno di un apparato della propaganda.

I due quotidiani Libero e Il Giornale, tanto vicini ideologicamente quanto guardingi e cagnesci l’uno verso l’altro, improvvisamente nelle ultime settimane hanno trovato un nemico comune da combattere: l’ARCI. Il primo attacco recente è venuto dal quotidiano di Feltri, che in prima pagina, ha accusato un circolo di Milano, assieme al Naga (una onlus che assiste i migranti ) di aver redatto un manuale dell’illegalità. Nelle pagine prodotte dalle due associazioni, scandalo e vergogna dell’organo di stampa dei monarchici italiani, si informano i migranti su quali sono i loro diritti e come difenderli. Addirittura dagli abusi della burocrazia e delle forze dell’ordine. Probabilmente il pestaggio e la ragazza denudata e sbattuta in cella a Parma e i frequenti pestaggi di migranti per Feltri sono esempi di civile convivenza e difesa della legalità. Così come lo sfruttamento nei campi pugliesi (ma non solo) per turni di lavoro massacranti, sottopagati e in nero sono competitività produttiva nel sistema economico nazionale.

Esattamente una settimana dopo Il Giornale torna sull’associazione e lancia l’ultimo (ci sono precedenti nei mesi scorsi ) attacco. Parole di una violenza inaudita nelle quali l’ARCI diventa lo snodo di ogni illegalità e abuso italico. Descrivendo, fin nei minimi dettagli, una serata presso il circolo Magnolia di Milano a base di superalcolici, droghe e sballi vari. Sostanze legali, ma senza scontrino o alcuna ricevuta fiscale, e illegali. Una situazione che sarebbe preoccupante e inquietante, quasi verosimile, se non fosse che quella serata non c’è mai stata. Come ha dichiarato il presidente, la sera citata da Il Giornale il circolo era chiuso. Strumentale, e parziale, appare poi il riferimento al club di Genova che organizzava orgie e aveva ottenuto l’accreditamento come circolo ARCI. Dopo aver ironizzato in maniera grezza e banale, attaccando uno dei principi dell’associazione (la coesione e l’aggregazione sociale), il quotidiano non ricorda minimamente che, poche ore dopo l’intervento dei Carabinieri, l’accreditamento fosse stato prontamente ritirato, ponendo fine ad un raggiro che ha colpito l’associazione stessa per prima.

E’ stato questo il terzo attacco in pochi mesi. Alcuni mesi fa, quando alcuni campi rom furono incendiati in tutta Italia, Il Giornale trasformò in una colpa la presenza di un operatore ARCI durante uno degli episodi. L’operatore fu definito un testimone totalmente non credibile, arrivando a teorizzare una ‘industria della paura’ ordita dai comunisti, con incendi realizzati ad hoc per attaccare il Governo Berlusconi e l’estrema destra. Accuse che, mosse da chi sulla paura del diverso, dell’immigrato, del musulmano vive e prospera da anni, appaiono decisamente squallide e fuori luogo. Perché l’ARCI, così come altre associazioni ed enti, non si trova nei campi rom per caso ma per una scelta di solidarietà e principi sacrosanti. Principi di integrazione multietnica, rispetto dei diritti, vicinanza con i più deboli ed emarginati della società. Parole che probabilmente ai frequentatori dei salotti televisivi e del jet-set mondano, sordi e ciechi di fronte alla società e alle sue istanze, appaiono terroriste e pericolose. E i salotti televisivi ci conducono direttamente al terzo attacco, insieme ad altri quotidiani e non solo, all’ARCI. Il principe dei salotti televisivi, Bruno Vespa, nei mesi scorsi ha pubblicato l’ultimo dei suoi libri. Affermando di essersi accostato alla società per far rinascere il giornalismo d’inchiesta sparito dalla cronaca italiana (Gomorra non è mai stato pubblicato …). Vespa aggiunge di essere stato nei supermercati, a Lampedusa, a Napoli tra i cumuli dell’immondizia e in migliaia di altri posti. Nessuno l’ha mai visto ma tutti gli house organ dell’informazione mainstream si sono avventati a osannarlo e a diffonderne il sacro verbo. E, ovviamente, tra un’associazione che sono anni che vive coi migranti e i poveri della società italiana, che ne difende i diritti e ne vive le difficoltà, le sofferenze, l’esistenza quotidiana e un prezzolato opinionista, si sceglie il secondo. Le cifre, estrapolate non si è mai saputo da dove, di Vespa sono diventate l’ennesima occasione per attaccare l’ARCI e le altre realtà della solidarietà italiana.

Il durissimo comunicato stampa dell’ARCI dei giorni scorsi, non ripreso da nessuno, rappresentano l’indignazione per lo squallore, la strumentalizzazione e il degrado. Un degrado ancora più squallido nell’accertare che gli articoli del quotidiano del fratello del Presidente del Consiglio dei Ministri non giungono a caso. E hanno due mandanti ben specifici: un’associazione di esercenti, che si sente minacciata dalla socialità creata nei circoli ARCI, e uno specifico provvedimento governativo. Così come ricorda l’ARCI stessa, l’articolo di una delle ultime leggi emanate realizza una stretta verso le associazioni che forniscono servizi ricreativi e luoghi di incontro e aggregazione sociale.

I circoli ARCI, così come molti centri sociali e sedi di associazioni e movimenti, sono luoghi dove ci si incontra, ci si conosce. Ma soprattutto ci si confronta, si scambiano opinioni, si diffondono idee e pensieri. Per colui che ha definito la Costituzione Italiana ‘sovietica’, che ha tentato e tenta di piegare il diritto ai suoi interessi personali, che considera la cultura un peso e un costo inutili e una scimmia fallita il più grande statista del XXI secolo, tutto questo è pericoloso. Negli anni scorsi l’ARCI e i pacifisti, tutti coloro che si opposero al crimine della guerra e della morte infinita (sono agenzie governative statunitensi ad aver affermato che la guerra imperiale continuerà per decenni …), furono definiti terroristi. Pericolosi criminali (magari da manganellare e pestare come suggerisce Cossiga, che è arrivato ad invocare violenza anche contro la Caritas e la curia di Milano, sicuramente luoghi di ritrovo di terroristi emuli di Al Qaeda… ) come coloro che difendono la cultura e l’istruzione pubblica, la salute e la propria libertà personale, come i migranti che chiedono dignità e diritti in quanto esseri umani e persone.

E’ troppo facile per i vari Fini, Schifani (qualcuno comunque spieghi loro che Hitler gasò e incenerì non solo ebrei, ma anche altri popoli, dissidenti politici, omosessuali, religiosi vari, comunisti, oppositori …) e compagnia danzante condannare e rinnegare i crimini di sessant’anni fa. Ma la dignità umana, il diritto alla vita e alla libertà vanno tutelati oggi, adesso. Il pensiero libero e creativo, il dissenso, non sono crimini. Sono l’aria che respiriamo, sono la speranza e gli ideali di ogni persona. Sono il motivo stesso per cui viviamo.

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3 thoughts on “L’aggregazione sociale è un crimine

  1. Ciao Vipera
    mi sembra esagerato usare Goebbels per criticare la bassa propaganda de il Giornale e Libero: sarebbe come scomodare Dante per discutere delle poesie di Bondi 😉
    Considera che i lettori dei giornali che citi (che saranno si e no 200 mila), hanno già una pessima considerazione degli ambienti che sarebbero stati diffamati dagli articoli, quindi l’impatto di questi attacchi secondo me può essere ampiamente circoscritto e ridimensionato.

  2. ti confesso una cosa: Goebbels è arrivato casualmente 🙂
    leggendo gli articoli de Il Giornale mi è tornata in mente la frase. L’articolo è venuto partendo da lì. Cercando su Internet ho poi scoperto che era di Goebbels. A quel punto nn me la sono sentita di rifarlo da zero :-p

    cmq, al di là delle battute, purtroppo non è del tutto esagerato. La china degradante è quella. La piduizzazione della società, la criminalizzazione del dissenso, il sangue di migliaia e migliaia di famiglie sacrificate all’idolo bancario-confindustriale, le menzogne quotidiane dei media (possibile, tanto per citare la cosa più banale, che il Tg1 intervisti una signora anziana, mandando giornalista e operatore a casa sua, dicendo che abita in un paesino isolato e irraggiungibile per colpa del maltempo? e il giornalista come cazzo c’è arrivato?), il maschilismo e il razzismo diventati legge e ordine. In Iraq, in Afghanistan, nel mediterraneo e nei deserti africani ci sono migliaia, forse ormai milioni, di morti di cui l’Italia, l’Europa, l’Occidente hanno le mani insanguinate.
    Se non è nazismo questo

    ps: pure citare Burns per Ruini è esagerato (troppo onore per il romano …) però è uscito bene :-p

  3. No, non è nazismo questo.

    – La piduizzazione della società,
    Il nazismo non “piduizzò” la società. La P2 era una loggia massonica e i nazisti non amavano particolarmente la massoneria. La P2 aveva come programma un “piano per la rinascita democratica”. I nazisti avevano tanti difetti, ma non erano democratici…

    – la criminalizzazione del dissenso,
    tutti i regimi criminalizzano il dissenso. Anche quelli democratici. Addirittura per gli antifascisti uccidere un fascista non è reato.

    – il sangue di migliaia e migliaia di famiglie sacrificate all’idolo bancario-confindustriale,
    il nazismo non venerava l’idolo bancario-confindustriale.
    Ci fu un bagno di sangue, ma non per colpa dell’ idolo bancario-confindustriale che è più facile da trovare nei regimi plutocratici.

    – le menzogne quotidiane dei media
    la menzogna sistematica è stata usata prima del nazismo in modo magistrale dal comunismo; dopo il nazismo ancora dal comunismo e dal capitalismo (Cnn, Sky,FoxNews). In italia uno dei massimi interpreti della propaganda è Santoro.

    Il razzismo esisteva prima del nazismo. In parte Hitler fu influenzato da razzismo biologico che andava di moda alla fine dell’800 nei paesi anglosassoni e del nord Europa. I campioni del mondo di razzismo sono i protestanti anglosassoni (WASP) che esistevano prima del nazismo: oggi sono loro che dettano legge. L’antisemitismo era assai diffuso all’inizio del secolo ed ha una storia millenaria. Le leggi razziali esistevano in USA prima del nazismo e sono state abolite molto tempo dopo la caduta del nazismo.

    Per quanto riguarda il medio oriente: gli anglosassoni da secoli agiscono come stanno agendo adesso in quell’area. Voglio ricordare una frase di Churchill: “Sono fortemente favorevole all’uso di gas venefici contro tribù non civilizzate, per diffondere un intenso terrore.”.
    Churchill pensava di usare questi gas contro gli “arabi recalcitranti”.
    Voglio anche ricordare già che ci sono il trattamento riservato dagli anglosassoni protestanti ai nativi americani.

    In realtà quello che tu chiami “nazismo” ha un altro nome: Occidentalizzazione. L’ Occidentalizzazione (conosciuta anche come americanizzazione), ovvero mondialismo, globalizzazione, capitalismo: un sistema per uccidere i popoli.

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