Manipolazione giornalistica regala cittadinanza onoraria a Di Matteo

ANCHE I GENOVESI, O MEGLIO, I GRILLINI DI GENOVA,  VOGLIONO DI MATTEO COME CITTADINO ONORARIO

Domenica scorsa il capogruppo consigliare di 5stelle nel comune di Genova, Luca Pirondini, ha dato il lieto annuncio sulla sua pagina di facebook:

PER NOI E PER LA CITTÀ DI GENOVA UN GIORNO STORICO!!!
Giovedi mattina è stata votata durante la commissione affari istituzionali e generali, l’iscrizione all’aula per la proposta di delibera presentata dal Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle per il conferimento della cittadinanza onoraria al Giudice antimafia Nino Di Matteo. La delibera verrà votata nel corso del prossimo Consiglio comunale giovedì 30. Un giorno storico! Con il voto favorevole a questa proposta le forze politiche presenti in Consiglio comunale potranno esprimere la propria vicinanza ed il proprio sostegno al Giudice Nino Di Matteo, colui il quale sta portando avanti le indagini sui rapporti tra Stato e mafia che con ottima probabilità hanno portato all’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Con il voto favorevole nel prossimo Consiglio, i consiglieri avranno inoltre l’opportunità di puntare una luce sull’enorme problema legato alle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio e per inviare alle stesse mafie un messaggio di intransigenza e di non disponibilità. Auspichiamo anche che tanti cittadini genovesi vogliano essere presenti a sostenere questa nostra iniziativa!

Ed ecco le motivazioni scritte nella mozione, a fondamento del conferimento della cittadinanza onoraria:

Il giudice Nino Di Matteo è il magistrato italiano che ha indagato sulle stragi di mafia in cui sono stati uccisi Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli agenti delle rispettive scorte. Negli ultimi anni numerose sono state le minacce di morte che ha ricevuto, in particolare quella di Totò Riina che, intercettato durante la detenzione, dichiarò: “A Di Matteo lo faccio finire peggio di Falcone”.

 

Queste motivazioni, potete crederci sulla parola, sono riportate col copia-incolla da altre mozioni grilline precedenti, che sono servite per la stessa procedura in altri comuni italiani.

Soltanto che nel frattempo, da quelle mozioni ricopiate, qualcosa è cambiato, forse a Genova non se ne sono accorti.

Vediamo cosa.

Sulla circostanza che Di Matteo sarebbe  “il magistrato italiano che ha indagato sulle stragi di mafia in cui sono stati uccisi Giovanni Falcone, Paolo Borsellino”, pesano le polemiche degli ultimi mesi, esplose con le critiche neppure troppo velate da parte di Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato ucciso, così come da taluni legali di parte civile nel processo, critiche proprio per l’operato del PM in quelle indagini ed in quei processi, che hanno indotto il magistrato a chiedere di essere audito in commissione antimafia per fornire chiarimenti sulla sua posizione.  In commissione antimafia il Di Matteo quindi c’è stato, ma ci sarebbe molto da discutere sul grado di soddisfazione che tale intervento avrebbe portato alle varie parti interessate. Insomma, la polemica è ancora corrente, ma i 5stelle portano sul tavolo, come elemento di merito, proprio l’indagine al centro di questa attuale polemica.

Ma il peggio viene sulla seconda parte dell’assunto, quando si afferma che Totò Riina, intercettato durante la detenzione, avrebbe dichiarato: “A Di Matteo lo faccio finire peggio di Falcone”, parole che secondo i 5stelle sancirebbero lo status di eroe nazionale, equiparabile a quello di Falcone, del giudice Di Matteo.

Recentemente, anche già su queste pagine, noi abbiamo scoperto che le cose stanno così soltanto in un videomontaggio, frutto del taglia e cuci, messo on line, naturalmente,  dal fatto Quotidiano.

Tutto parte da questo video:

https://youtu.be/T1Oo9JH3OJY

In questo video le affermazioni di Riina sono gravemente manipolate con il taglia e cuci. Non si ha che da confrontarle con il verbale di trascrizione originale della DIA:

Leggiamo dunque bene il verbale qui sopra. Non c’è bisogno di conoscere il linguaggio mafioso o il dialetto siculo, per capire quello che si stanno dicendo in realtà Mr. Riina e Mr. Lo Russo. Basta leggere il verbale, e l’enunciato è chiaro. Riina si riferisce alla circostanza, diffusa dai media, secondo la quale avrebbe comunicato a due guardie carcerarie di voler far fare al PM Di Matteo, la fine di Falcone:

io ho detto a qualche guardia, DICONO LORO, che gliela faccio finire peggio di… di… di… di… del giudice Falcone
Cioè, in italiano, Riina sta dicendo che LORO (media, magistrati, o affini), DICONO che lui ha detto a qualche guardia, ecc..ecc.”

A questo punto, in questo punto preciso, si osservi bene: nel video del Fatto, c’è un TAGLIO applicato ad arte, cioè non casuale. Perché subito dopo, nella parte tagliata, Riina commentava: “MA CON CHI PARLO IO, SCUSA, MA CON CHI PARLO”, Come dire: ma dove, quando, io parlo con le guardie, ma quando mai?

E infatti Lorusso, a conferma, risponde: “MA SE UNO UNA COSA DEL GENERE VERAMENTE LA VOLESSE FARE, LO DICEVA A LORO?… È CHIARO CHE SONO STRUMENTALIZZAZIONI.”

E Riina conferma: E’ CHIARO.

Tutta questa parte, tagliata dal video, ribalta il senso del discorso. Riina negava semplicemente di aver parlato o detto cose simili alle guardie, e Lo Russo rilevava che infatti sono cose che di solito alle guardie non si dicono, e che quindi si tratta di strumentalizzazioni. E Riina conferma. E che i due recitino una parte o siano sinceri, poco importa. Ciò che è grave è che il taglio e la cucitura nel video messo online, inducono a ritenere che Riina avesse espresso una minaccia, mentre invece si trattava di un enunciato di tutt’altro genere. Magari falso, magari ipocrita, ma comunque di tutt’altro genere.

Poi non è finita. Riina dice: SONO COSE STRAVAGANTI, MA QUESTE SONO COSE STRAVAGANTI DA FARE TREMARE I MURI! Riferendosi al fatto che la notizia diffusa dai media, secondo la quale lui avrebbe avanzato quella boutade del progetto di omicidio a di Matteo a due guardie carcerarie, sarebbe solo un’enorme stravaganza, da far tremare i muri. Il video del Fatto riapre invece con una cucitura, sottotitolando soltanto: “Ma qua c’è da fare tremare i mura” lasciando credere che si stia parlando magari di un’esplosione, invece che di una stravaganza, capace di far tremare i muri.

A quel punto Lorusso rincara la dose, dandosi questa spiegazione : “LO FANNO, PER QUESTI MOTIVI” vale a dire: “PER AUMENTARE LA SCORTA… PER PRENDERE UN SURPLUS IN PIU’ DI DENARO, PER PRENDERE PIU’ NOTORIETA’, PER FARE Più CARRIERA.”  A quel punto prima Riina dice: “MA DOVE VOGLIONO ARRIVARE!!.. ECC” indi la successiva  risposta del boss, anche sul verbale, viene omissata. (quindi chissà com’era interessante!)

Ad ogni modo, come si può ben vedere, non siamo di fronte ad una minaccia, ma comunque ad altro. La minaccia si percepisce soltanto in una manipolazione giornalistica, fatto gravissimo.

Secondo i due mafiosi intercettati, quelle presentate ai media come minacce, sarebbero invece invenzioni “per prendere più notorietà”.  O più cittadinanze onorarie, appunto.

Noi speriamo soltanto che in consiglio comunale a Genova ci siano ancora elementi sani, capaci di considerare le circostanze che abbiamo appena illustrato, prima di condividere una simile mozione.

Se poi è vero che i 5stelle genovesi intendono cercare  “l’opportunità di puntare una luce sull’enorme problema legato alle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio e per inviare alle stesse mafie un messaggio di intransigenza e di non disponibilità”, allora la cittadinanza onoraria la diano a Christian Abbondanza, della casa della Legalità, lì sì che si può parlare di meriti derivanti dall’intransigenza verso le mafie di quel territorio, lì si.

Lui certo non  “sta portando avanti le indagini sui rapporti tra Stato e mafia che con ottima probabilità hanno portato all’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, come il Di Matteo, ma se non altro nel suo giornalismo d’inchiesta sulla mafia locale, lui non si avvale della testimonianza di “collaboratori” capaci di collezionare cause e condanne per calunnia con connotati da fuori concorso.

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violinista per hobby, giornalista per dovere civico e morale, casalinga per lavoro, contadina del web e "colpevole" di questo sito antonella@censurati.it