Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

L’opera al nero

Scendo le scale del metro’ senza badare al punk che mi chiede qualche moneta. In cuffia un vecchio pezzo degli Anhtrax mi fa riflettere sulla similitudine tra i ritmi delle tribu’ di “selvaggi” e i ritmi industriali della civilta’ moderna, industrializzata, alienata, astratta e mediocre.

Giu’, sul marciapede, nel sottosuolo. Il vento del metro’ preannuncia l’arrivo del convoglio, accompagnato da un Urlo simile a quello dei caccia imperiali di Star Wars.
Solo gli occhiali a specchio messi come cerchietto impediscono ai lunghi capelli di seguire il misterioso (dis)Ordine della danza di Shiva.

Improvvisa sospensione dei sensi. Il sistema nervoso ringhia, ma la coscienza svanisce per istanti. Un altro sottosuolo, fatto di nulla e non-ricordi, o di ricordi re-inventati.

Nel sottosuolo, luogo fisico e simbolico, luogo del Divenire e non- luogo dell’Essere; laggiu’, seduto sul Bordo dell’Eternita’ mi accorgo del compimento di una fase alchemica: l’Opera al Nero.

Avverto la necessita’ delle vette, lontano dalle zanzare e dalle mosche, dai professorini col ditino alzato; dai pagliacci che si credono giornalisti di giorno, hacker di notte e invece non sono che pagliacci di giorno e di notte, con le loro polemiche da cialtroni.
Via dai professionisti dell’underground, la loro miopia, la mistica del ghetto, l’ipocrisia dell’informazione libera.
Lontato dagli stupidi automi linuxiani, che ripetono le loro vuote e monotone cantilene, ottusi servi della piu’ ottusa delle religioni, inconsapevoli sguatteri dell’altro volto del Potere.
Fuggiamo anche dagli esperti di sicurezza, e quelli che credono che hacking sia sinonimo di security. Gli ethical-hacker, che fanno i moralisti in pubblico e i cracker in privato.

Via da chi non comprende l’importanza della tecnologia e della Rete, e l’importanza di porre la Bellezza & la Tecnica al servizio dell’Uomo & della Liberta’.

Shutdown, Opera al Nero. Io questi li disprezzo; come disprezzo le loro etichette. Opera al Nero, Sono un PIRATA e scelgo una nuova Forma di lotta, lontano dai burocrati e dal politburo.

Perche’ la battaglia continua, con nuovi traguardi, verso nuovi orizzonti, con nuovi volti, nuove strategie.

La battaglia continua altrove, continua nell’Ombra, mai consapevoli come ora che non ci prenderanno mai.

[Tritemius]

Commenti Facebook

6 thoughts on “L’opera al nero

  1. che battaglia stai facendo? eppoi….. ti definisci un pirata e ne sei fiero? Lo ammetto, mi fai pena.
    Quelli che come te (pirati, intendo) distruggono il lavoro di molte persone oneste infiltrandosi in posti illegalmente e danneggiando, andrebbero sbattuti in galera a pane e acqua. Purtroppo non ci sono leggi adeguate. Andate a lavorare, va.
    malcomx

  2. Sarà che mi parli dell’ Opera al nero,ma mi sei immensamente simpatico…gli slanci,l’ intensità e i solitari mi affascinano sempre…ti auguro di giungere al compimento dell ‘Opera.Inyx

  3. Ben fatto, complimenti per le trovate descrittive. Non è facile scrivere in modo originale.
    Il contenuto è un’altra faccenda.
    Qualche buon samaritano mi spiega di che parla l’autrice?

  4. Ho letto qualche tuo commento, malcom…mi spiace, ma sei tristemente e immensamente “spocchioso”, come già altri ti hanno definito.
    Può esserci orgoglio nel definirsi pirata. Io non sono un hacker, e non mi sento affatto felice per questo.
    Possono esserci battaglie da combattere, sia con siti come questo ,sia con altre modalità. E spesso si combattono e sfidano sè stessi, prima che contro individui piccoli piccoli come te.
    I tuoi commenti, tralasciando i fin troppo patetici luoghi comuni, sono concentrati di un “perbenismo” che purtroppo conosco molto bene, perfettamente sintetizzato nella tua frase “andate a lavorare,va”.
    Giusto. Un povero lavoratore come te angustiato da quattro ragazzini con manie di grandezza. Ma dove andremo a finire?
    Sai che ti dico invece? Lavora di meno. Vivi di più.
    E cambia nickname, non sei minimamente degno di quello che porti.

    Flam

  5. …e poi prima di parlare di “automi linuxiani” prova a pensare se, come in tutte le cose, fare non richieda più sudore del disfare o…dell’ “attingere”.

    E poi diciamocelo, forse che tu, PIRATA, viaggi sulle macchinine di casa Redmond che la “Libertà” non la conosce neanche come concetto astratto??

    Pensaci!!!
    Un Pinguino

Comments are closed.